Formula 1: il circuito di Suzuka tra storia, tradizione e curiosità

Il Mondiale F1 2017 è giunto al sedicesimo round stagionale, in programma sulla bellissima pista giapponese di Suzuka nel week-end che sta per arrivare. Cosa c’è di meglio per approcciare in maniera “soft” alla corsa di domenica, se non andare a spulciare qualche statistica curiosa, che riguarda il rapporto tra l’asfalto asiatico e la storia della categoria?

Tra i circuiti che hanno ospitato un Gran Premio di F1, il tracciato sito nella omonima cittadina è l’unico che ha un layout a forma di 8. Nello specifico, il rettilineo tra la curva 9 e la 10 passa sotto all’imbocco della 14.

E’ stato costruito nel 1962, concepito in principio come sede per i test della Honda. Nonostante ciò, solo in due occasioni una vettura spinta da propulsori della casa giapponese è riuscita a vincere: ciò è accaduto sempre alla McLaren, pilotata nel 1988 da Ayrton Senna e nel 1991 da Gerhard Berger. Difficile possa essere migliorata tale statistica in questo 2017, viste le difficoltà avute dal binomio nippo-britannico, che hanno portato le due parti a separarsi anticipatamente al termine del corrente campionato.

Dopo due GP ampiamente negativi (a livello di risultati), Sebastian Vettel ha un vitale bisogno di centrare la vittoria a Suzuka, per provare a riaprire parzialmente i giochi in ottica titolo. Lo scenario, almeno stando allo storico, gioca a suo favore. Infatti, il 30enne tedesco è il pilota più vincente, sul circuito giapponese, tra quelli attualmente presenti in griglia, con ben 4 affermazioni (tutte in Red Bull, nel 2009, 2010, 2012 e 2013). A quota due vittorie troviamo Lewis Hamilton (entrambe in Mercedes, nelle edizioni 2014 e 2015). Un trionfo a testa, infine, per Kimi Raikkonen (2005 con McLaren) e Fernando Alonso (2006 su Renault, in una corsa ricordata per la decisiva rottura del motore di Michael Schumacher, con il tedesco in piena lotta iridata contro l’iberico).

Proprio con riguardo a Vettel, Suzuka è la pista dove ha vinto uno dei suoi quattro titoli Mondiali: più precisamente nel 2011, grazie al 3° posto ottenuto alle spalle di Jenson Button ed Alonso. A testimonianza del ruolo chiave rivestito dal circuito sito nel paese del Sol Levante, si è trattato, nel suddetto caso, del 12esimo iride assegnato sull’asfalto nipponico nella storia della F1. Un record.

L’unica vittoria di Raikkonen a Suzuka, datata come detto 2005, è giunta tuttavia in maniera spettacolare, al termine di una bellissima rimonta dalla 17esima posizione, culminata con un fantastico sorpasso sul rettilineo di partenza ai danni di Giancarlo Fisichella. Tale performance del finlandese rappresenta la terza vittoria ottenuta da una posizione di qualifica particolarmente arretrata, nella storia della categoria. Meglio di lui, in precedenza, avevano fatto John Watson (1982, GP degli Stati Uniti Est, dove partì 22°) e Rubens Barrichello (GP Germania 2000, quando scattò 18°).