Formula 1, i 5 punti che ci lascia Paul Ricard

Photo by Zak Mauger (c) LAT Images

Ieri s’è segnata una data importante per la Formula 1 e Le Castellet. Il GP Francia è tornato dopo 10 anni d’assenza e il circuito del Paul Ricard è tornato a ospitare le monoposto dal lontano 1990. Li eravamo ai tempi di Senna vs Prost e di un tracciato che era uno dei preferiti per le curve tecniche e i lunghi rettilinei dove raggiungere grande velocità. Quasi come il vecchio Hockenheim. Oggi però si parla di una Formula 1 nuova, più globale e dal business sempre più… ‘espansivo’. Per questo ‘debutto’ del nuovo Paul Ricard, voglio elencare le 5 cose che ci portiamo dal week-end francese (report gara).

1) Quanti sorpassi e duelli!

Non si può dire che non sia stato un Gran Premio noioso. Vuoi anche per gli episodi iniziali, gli incidenti e le rimonte di Vettel e Bottas, ma questa corsa ci ha regalati sorpassi e battaglie da tutte le parti della classifica. Ad esempio è stata interessantissima quella per la zona punti tra i vari Magnussen, Hulkenberg, Grosjean e Leclerc. Qualche piccola modifica nei regolamenti tecnici e questo circuito diventerà un must per coloro che amano lo spettacolo. Se non lo è già.

2) La passione dei fans

Non so voi, ma è stato sicuramente piacevole vedere una marea di fan a supportare il loro team di casa, la Renault. Così ci siamo ritrovati a sorpresa con una marea gialla sugli spalti che finora lo avevamo visto solo in MotoGP con un certo VR46. Questo da testimonianza di quanto i francesi siano appassionati alle corse (vedi la 24 ore di Le Mans) e il ritorno del GP Francia in F1 è il giusto regalo per loro. Merci, Paul Ricard!

3) Pista ok, ma quella pit-lane…

Promossa a mio avviso il layout usato per il GP (non fate caso alle linee blu e rosse), che ha regalato sfide e spunti di sorpasso ovunque. Una pista che si è rilevata quindi una sfida per i piloti, specie per il setup e le variabili quali vento e temperatura. Ma non posso non dire nulla sulla pit-lane che hanno concepita. Stretta, pericolosa sia in entrata che in uscita… sembra siano tornati indietro di 20/30 anni in quella linea dei box. Ma non si poteva proprio fare di meglio?

4) L’imbarazzo per la gestione del traffico stradale

Fortunati coloro che non hanno comprato i biglietti di 3 giorni. La cattiva organizzazione del traffico ha portato a code che arrivavano anche a 15 km dal circuito. Moltissime lamentele giustificate dal fatto che per esempio abbiamo assistito a spalti semi vuoti nelle prove libere! E anche io ho provato vergogna per coloro che gestivano le strade a Le Castellet. Qui bisogna assolutamente migliorare, o il prossimo anno sarà molto ma molto peggio.

5) I trofei di King Kong

Non per essere pignoli, ma quando abbiamo visto questi trofei che sembravano sculture a forma di gorilla colorati con in mano uno pneumatico Pirelli abbiamo pensato… ma che trovata bizzarra è mai questa? E se qualcuno se lo chiedesse, queste sono ‘opere’ di un artista che le ha create per promozione. Spiace per lui e per Pirelli, ma come direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo in un noto film: “Con 30.000 lire il mio falegname la faceva molto meglio”.