Formula 1, la Toro Rosso svela la STR14 di Kvyat e Albon

Il team di Faenza mostra la sua monoposto per il mondiale 2019: la STR14!

Toro Rosso STR14Scuderia Toro Rosso STR14

Dopo la Haas VF-19 (o almeno la livrea), la Toro Rosso è la seconda squadra a togliere il velo sulla monoposto che vedremo in pista durante il mondiale 2019 di Formula 1. La STR14, che sarà guidata da Daniil Kvyat ed Alexander Albon si presenta come una vettura intrigante per molti aspetti. Innanzitutto il design del muso anteriore, che presenta la rinnovata ala anteriore ed un diverso attacco dell’ala stessa. La soluzione, infatti, somiglia molto a quella scelta dalla McLaren all’inizio della passata stagione, con delle feritoie che foraggiano l’S-Duct.

Toro Rosso STR14

Scuderia Toro Rosso STR14

Poi ci sono le pance laterali, più strette rispetto a quanto ci si poteva aspettare anche grazie alla compattezza della power unit Honda. Infine c’è un retrotreno che sembra molto efficiente e performante. Questo grazie alla collaborazione sempre più intensa con la casa madre Red Bull (retrotreno e sospensioni anteriori dovrebbero essere quelle utilizzate dalla Red Bull nel 2018). Anche i sidepods e le prese d’aria laterali sono state modificate, prendendo ispirazione dalla Ferrari SF-71H che ha gareggiato lo scorso anno. Ci sono quindi delle bocche molto alte e strette che soffiano aria sui radiatori che risultano essere molto inclinati. Questo fa in modo che la superficie a contatto con l’aria fredda sia maggiore e le temperature rimangano sempre sotto controllo.

Toro Rosso STR14

Scuderia Toro Rosso STR14

Lo scorso anno la Toro Rosso s’è piazzata al 9° posto nel costruttori con 33 punti, il peggior risultato in termini di punti dal 2014 (in quell’anno arrivò 7° ma con soli 30 punti). Ma quella stagione può essere vista anche come una di transizione per il 2019, dato che la stessa Toro Rosso si è offerta come ‘Laboratorio’ per la casa madre in vista della collaborazione con Honda. Non sono mancate alcune soddisfazioni, come il 4° e il 6° posto di Gasly in Bahrain e Ungheria. Riusciranno a migliorarsi rispetto al 2018?