Giovinazzi: “Sono pronto. Cina? Mi ha fatto crescere”

Per Antonio Giovinazzi questo è stato un anno tutt’altro che noioso. Ingaggiato dalla Ferrari come terzo pilota, il giovane pugliese ha riportato, anche se per sole 2 gare, il tricolore nella Formula 1 quando è stato chiamato dalla Sauber a sostituire Pascal Wehrlein, reduce allora da un infortunio rimediato alla Race Of Champions. Poi sono comunque occorsi i test con la Ferrari e anche le FP1 con la Haas per macinare chilometri di esperienza. E ora sta attendendo la Sauber.

Il team elvetico deve ancora definire i suoi 2 piloti per il 2018 e l’italiano è in ballottaggio assieme al giovane della FDA Charles Leclerc (quasi certo, l’annuncio potrebbe arrivare in Brasile) e ai due titolari Marcus Ericsson e Pascal Wehrlein, con lo svedese che risulta in vantaggio sia su Giovinazzi che sul tedesco scuola Mercedes. Comunque vada, Antonio non lo reputerà un anno perso: “Mi ha portato più di quanto mi potessi aspettare.” – ha detto Giovinazzi in un’intervista alla Gazzetta dello Sport – “ho guidato per 3 team diversi e mi sono confrontato con tanti piloti, permettendomi di uscire dal 2017 con un bagaglio stracarico di informazioni e non indifferente. Certo, non nascondo che dopo un fantastico anno in GP2 mi sentivo già pronto per correre una stagione completa di F1. Ma va bene anche così. Ora sono più preparato di quanto non fossi lo scorso inverno. Cina? Non voglio dire che mi fossi montato la testa, ma dopo il 12° posto in Australia mi ero prefissato degli obiettivi troppo grandi da raggiungere. Se fossi rimasto più calmo forse le cose sarebbero andate diversamente. La delusione mi è servita per crescere.”

Molti appassionati hanno detto che è stato inutile assumerlo come terzo pilota se poi non trova posto in Formula 1. Ma Antonio è di tutt’altra idea: “E’ stato bellissimo farmi mandare in fabbrica dalla Ferrari il venerdì dopo la FP2 per fare prove di comparazione. Ma ancora più bello è stato sapere che un 4 volte campione del mondo come Sebastian Vettel si fidasse dei miei consigli. Qui mi sento veramente valorizzato”. Poi si è espresso sul cambiamento che ha fatto passando dalla GP2 (ora F2) alla F1: “E’ un bel salto, considerato che queste sono le macchine più veloci della storia. L’aderenza e la frenata sono impressionanti. Il simulatore mi ha aiutato a trovare il feeling a gestire un volante che ha molti più tasti rispetto alle altre categorie. Però quando sono all’abitacolo diventa tutto più facile. Difficile da gestire è tutto quello che gira attorno alle corse…

Si parla di giovani piloti di fatto c’è anche la domanda di un paragone con gli altri talenti come Verstappen, Leclerc, Gasly e Norris: “Sono tutti avversari con cui mi sono battuto ai kart.” – dice Giovinazzi – “Ognuno ha avuto la sua strada e le sue occasioni. Io preferisco prendere come punti di riferimento due campioni del mondo come Vettel e Raikkonen. Perché merito la Formula 1? Perché, come tanti altri, ho fatto grandi sacrifici per arrivare insieme alla famiglia dove sono ora. Non è come il calcio, lì ci sono tantissime squadre dove sbocciare, mentre in F1 ci sono solo 20 posti. Io ci ho sempre creduto e vedere piloti come Vettel e Hamilton che hanno raggiunto il successo partendo da zero è stato una grande ispirazione. Posso dire che sto sognando, ho sempre avuto il pallino della Ferrari fin da quando ero bambino. Prima avevo una vita da ‘zingaro’: Indonesia con Gelael, Gran Bretagna con Carlin, Vicenza con Prema… ora vivo a pochi passi da Maranello e sono quasi tutti i giorni in fabbrica in mezzo alle rosse. Sono un privilegiato, mi sento a casa.”