Gran Premio d’Olanda 2020: Scopriamo le caratteristiche della pista al simulatore [VIDEO]

Non sono state rare le critiche e le lamentele che il circus della F1 ha dovuto subire nelle ultime 24 ore. L’inserimento del Gran Premio d’Olanda, con sede a Zandvoort, nel calendario 2020 ha preoccupato gli addetti ai lavori e soprattutto i tifosi, entrambi certi che lo storico tracciato olandese sia sì spettacolare e tecnico, ma ormai non conforme agli standard della F.1 moderna. I 4.307 metri di pista sono composti da 14 curve, le quali seguono alla perfezione i dislivelli derivati dalle variazioni altimetriche. A ciò, inoltre, va aggiunta una carreggiata molto stretta che non lascia spazio ad errori ed indecisioni, anche perché al di fuori dell’asfalto non ci sono enormi parcheggi che si possono trovare in qualsiasi centro commerciale. Appena oltre i cordoli, infatti, è presente il classico mix erba-ghiaia che speriamo sarà mantenuto dalla Race Direction.

Se da un lato il tracciato rappresenta una vera e propria montagna russa dotata di cordoli, dall’altro le odierne velocità media delle vetture di F.1 rendono Zandvoort probabilmente pericoloso e inadatto. Sia chiaro, tutti siamo d’accordo sul fatto che sia una delle più belle piste al mondo, ma il quesito che ci accompagnerà fino alla data del GP sarà: E’ una pista adatta alle vetture più veloci del pianeta?

Ma perché aspettare il 2020? Ansiosi di vedere la F.1 nel toboga olandese noi di TuttoMotorsport.com abbiamo deciso di rispondere alla precedente domanda, seppur nella sola salsa virtuale: il sottoscritto è salito a bordo della SF70-H ’17 presente nel simulatore italiano ASSETTO CORSA, nel tentativo di scoprire cosa ci si può aspettare dal Gran Premio d’Olanda 2020. Nei video seguenti si nota quanto poco spazio ci sia per le vetture, con la pista che sembra stringersi sempre più quando le velocità si fanno importanti.

Arrivando in curva 1, la storica Tarzan, si scala dall’ 8^ alla 2^ marcia, con la macchina che sobbalza sulle sconnessioni diventando nervosa. Da curva 2 in poi la pista si fa davvero stretta, con i cordoli alti ed i muri non proprio lontani ad intimorire il pilota. La difficoltà più grande, personalmente, è risieduta nell’impostazione di curva 3, la Hugenholtzbocht, caratterizzata da un leggero banking che spesso comporta il bloccaggio della ruota anteriore sinistra. Una volta completata la “3” si entra nel settore veloce della pista, con il complesso delle curve 4-5-6-7-8 che richiede precisione soprattutto nell’impostazione delle traiettorie. Viste le folli velocità di percorrenza ogni minima correzione può trasformare un errore da piccolo ad enorme. Questo è quasi sicuramente il settore più bello del tracciato. Le curve 9 e 10 sono dei semi-tornanti apparentemente semplici ma in realtà complicati soprattutto in fase di accelerazione, con il gas che va premuto quando la vettura ha ancora le ruote girate di qualche grado.
L’ultima parte della pista è divisa in due parti: Curve 11-12 e curve 13-14. Le prime due, essendo a corto raggio, non saranno di facile gestione per vetture così grandi. Le ultime, invece, sono pieghe a destra che esaltano le qualità aerodinamiche delle F.1 di nuova generazione, con la “14″ che si effettua in pieno senza alcun problema.




CONSIDERAZIONI FINALI

Sì, stiamo parlando di un simulatore, le sensazioni sono assolutamente diverse se confrontate a ciò che si prova nel guidare una vera F.1. Si può però affermare che le moderne tecnologie riescono a riprodurre in maniera discreta piste, fisica ed altri elementi caratterizzanti il Motorsport. Ed è proprio la simulazione che, a questo punto, ci fornisce degli indizi riguardo il “nuovo” Gran Premio d’Olanda: se verrà mantenuto lo stesso layout, cosa assolutamente probabile, il momento più divertente e teso del weekend sarà la qualifica. Nel giro singolo queste vetture sono impressionanti e combinate ad una pista di questo tipo lo spettacolo è assicurato. Il punto dolente sarà quasi sicuramente la gara, con le monoposto che non avranno sufficiente spazio per tentare il sorpasso dovendo, quindi, formare un trenino che solo e soltanto con soste ai box o variabili atmosferiche potrà scomporsi rendendo il GP più divertente. Teniamo comunque a precisare che queste sono solo considerazioni che speriamo saranno smentite quando il Circus giungerà nella terra dei tulipani nel 2020.