Haas e Mercedes, Ferrari e Renault, irregolarità, proteste e ricorsi

La Ferrari è andata via da Monza con una certezza: di fronte ai risultati, un gentleman agreement è come se non fosse mai esistito.
Come se fosse una presa in giro per dire ‘mi aggrego agli altri quando siamo tutti allo stesso tavolo e finché va tutto bene; ma se succede qualcosa, <mors tua vita mea>’.

Proprio secondo il gentleman agreement tra le squadre, prima di fare ricorsi ufficiali in caso di sospetta irregolarità sulle monoposto, i team manager avrebbero dovuto chiedere chiarimenti alla FIA e ai suoi delegati tecnici.
Per capirci, il gentleman agreement prevede un comportamento come quello tenuto da Ferrari, che non ha presentato ricorso alla FIA per i mozzi forati della Mercedes.
La FIA non si è ancora espressa in modo definitivo su questo sistema, ma gli stewards possono (a loro discrezione) chiedere al team Mercedes di chiudere i fori di gara in gara.

Come accaduto per il fondo della Haas, non esistono note ufficiali emesse dalla FIA in merito a specifiche soluzioni. Esistono solo delle mail scambiate tra i tecnici delle squadre e la Federazione.

Come ribadito più volte anche da Charlie Whiting e da Jo Bauer, le mail non bastano a definire regolare o meno una soluzione studiata dalle squadre.

Quindi le mail che sono state usate come difesa sia dalla Haas che dalla Mercedes, sono praticamente carta straccia. Possono aiutare a dare una lettura migliore allo svolgimento dei fatti e, magari, possono aiutare a valutare la buonafede, ma comunque non sono in grado di stabilire l’innocenza di una o di entrambe le squadre.

Stabilito che le mail non dovrebbero avere alcun peso, passiamo ai dati forniti dalle squadre. Nè Mercedes nè Haas hanno fornito dati relativi agli studi effettuati sui componenti o studi effettuati tramite CFD. Questo vuol dire che la Federazione non ha potuto valutare l’efficacia aerodinamica dei componenti e la conseguente regolarità.

Se il fondo della Haas era irregolare, ma c’erano le mail con cui la Haas dichiarava di non poter ricevere in tempo il pezzo dal fornitore, i mozzi Mercedes sono totalmente diversi. I tecnici Mercedes hanno avuto uno scambio di mail con la Federazione in cui presentavano sommariamente questa nuova soluzione, senza però andare in profondità. A quanto pare, i tecnici Mercedes hanno parlato solo di raffreddamento tralasciando l’aerodinamica, senza spiegare cosa avrebbero forato e quante volte.

Qui arriva la differenza tra Renault e Ferrari: se i francesi non si sono creati nessun problema ad infrangere l’accordo fatto fra i team, gli italiani hanno voluto dare ancora una volta un esempio di correttezza e superiorità rispetto al resto dei team. La Ferrari ha infatti intrapreso la strada consigliata da Todt, secondo cui i team dovrebbero chiedere prima informazioni e delucidazioni alla Federazione e solo in un secondo momento, qualora fosse ritenuto necessario, potrebbero procedere con il ricorso formale.
Questa è una procedura richiesta espressamente da Todt per far si che la Formula 1 lavi in casa i panni sporchi.

Renault ha comunque deciso di procedere per la propria strada e reclamare contro la Haas.
E quasi sei ore dopo il termine del Gran Premio di Monza è arrivata la squalifica per la monoposto di Grosjean, che ha causato l’esclusione del francese dalla classifica dell’evento.
Tuttavia, potrebbe esserci un vizio di forma nel ricorso della Renault che potrebbe portarci a dubitare anche della Ferrari.
È usuale infatti che la squadra che fa ricorso lasci entrambe le vetture a disposizione dei commissari per ogni qualsivoglia controverifica. Questo per una sorta di garanzia nei confronti della Federazione e dei rivali.

La Renault ha presentato ricorso quando le due RS18 erano ormai state portate via dal parco chiuso. Questo potrebbe far sì che la Haas vinca il ricorso, anche se non è detto che il rispetto di una regola non scritta sia vincolante.

A queso punto si solleva un pesante ed importante interrogativo: la Ferrari è totalmente regolare?
Potrebbe darsi che i tecnici capitanati da Binotto e Arrivabene abbiano suggerito alla Casa di Maranello di non fare ricorso per qualche componente un pò troppo ‘estremo’ installato sulla monoposto.
Se la Ferrari decidesse di fare ricorso, lascerebbe a disposizione le monoposto per verifiche tecniche, ma potrebbe farlo in totale sicurezza e tranquillità solo se la monoposto fosse totalmente regolare.

Mentre si attende la decisione definitiva sulla Haas, a cui probabilmente verrà integrata una nota guida per chi volesse fare ricorso, non possiamo che rimanere con il dubbio relativo alla regolarità dei mozzi forati della Mercedes.

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Daniele Zindato
Nato 23 anni fa, studente di Marketing e con passione smisurata per i motori e per il motorsport.