Haas: quando le new entry vanno forte

Molti pensavano che Haas sarebbe stata una semplice cenerentola come quelle che diverse volte si sono viste in Formula 1. Come accadde per HRT, Manor, Marussia, Virgin, Caterham e molte altre, il pensiero generale andava verso una sola direzione: “Giusto qualche anno, poi finiscono i soldi e si ritirano”.

Invece, Gene Haas ha spiazzato tutti grazie ai risultati ottenuti. La sua forza è stata chiara già da subito, quando nel 2014 ha fondato un team che avrebbe fatto dell’outsourcing il proprio punto di forza.

Arrivata in Formula 1 dopo una lunga esperienza in NASCAR, la Haas è stata fin da subito una sorpresa. Con il sesto posto di Grosjean nella gara del debutto e l’ottavo posto nel campionato costruttori 2016, è stato il miglior esordio degli ultimi anni. Anche il 2017 è stato un altro anno molto positivo per la Haas. Il team ha conquistato più del doppio dei punti del 2016 restando però l’ottava forza del mondiale. Il 2018 è iniziato in modo non buono per la Haas, che ha gettato via il quarto e quinto posto di Grosjean e Magnussen a causa di due errori ai box. E proprio Magnussen sta tenendo alti i colori della Haas con ben 19 punti già conquistati in questo campionato.

Niente piloti paganti

Altro punto di forza della Haas è stata la scelta dei piloti. Gene Haas, di concerto con Gunther Steiner, hanno disapprovato totalmente i piloti paganti, puntando su gente esperta. Il primo anno, infatti, i due piloti titolari del team erano Grosjean e Gutierrez, con il messicano che è poi passato alla Ferrari. Proprio il fatto di avere questi piloti esperti in squadra, ha portato la Haas ad avere una serie di feedback molto precisi, feedback che permettono ad ogni gara di avere ottimi setup. Non dobbiamo poi dimenticare che i piloti paganti sono quelli che statisticamente commettono più errori.
Proprio l’assenza di errori e un lavoro di sviluppo fatto da piloti esperti, hanno portato la Haas ad ottenere risultati migliori di molti altri team.

I sospetti degli altri team

Tuttavia, le buone prestazioni della Haas hanno fatto insospettire qualche altro team come Force India e McLaren, che hanno addirittura sostenuto che la partnership tra il team americano e la Ferrari fosse fraudolenta. Ma come ha fatto Haas a piazzarsi fin da subito in una buona posizione in classifica costruttori?

Haas non sviluppa quasi nulla se non le parti aerodinamiche della monoposto. Tutto il resto viene commissionato e comprato da terzi: power unit, cambio, sospensioni ed elettronica sono acquistati da Ferrari, mentre il telaio è stato commissionato alla Dallara, che ogni anno lo produce entro meta gennaio.

Così facendo, la Haas investe quasi tutto il budget a sua disposizione sullo sviluppo dell’aerodinamica e delle soluzioni che si implementano gara per gara, in modo da avere sempre buone prestazioni.

La Haas, a differenza di altri team, ha puntato a stringere una relazione forte con un solo costruttore. Proprio Gene Haas ha spiegato il perchè di questa decisione: “Queste auto sono incredibilmente complesse. Se guardiamo ad altri team come Force India, Williams e Toro Rosso, vediamo come loro abbiano diversi fornitori per i componenti, mentre noi ne abbiamo solo uno. Questo ci aiuta a tenere a bada la complessità del sistema e ad avere meno problemi. Inoltre, se si presentano, sappiamo come risolverli in modo agevole. Sono ormai lontani i tempi in cui una macchina da Formula 1 poteva essere costruita da tutti e questo proprio perchè i sistemi sono diventati molto complessi”

Il rapporto con Ferrari

Gene Haas, inoltre, ha voluto rilasciare delle dichiarazioni in merito ai dubbi delle altre squadre: “Hanno dei dubbi sulla nostra regolarità? Bene, vuol dire che stiamo andando forte. Fa male sentire certi commenti da parte di alcuni addetti ai lavori, ma è così. Se andiamo male siamo un altro inutile team americano, se andiamo bene è tutto merito della Ferrari. Questa atmosfera non fa assolutamente bene ai nostri ragazzi perchè si sentono sminuiti. Se si guarda la nostra auto e si confronta con la Ferrari, si trovano tantissime differenze, soprattutto di carattere tecnico. Questo perchè noi mettiamo a punto le nostre soluzioni e cerchiamo di gestirle al meglio.”

A Gene Haas fa eco l’altoatesino Guther Steiner, team principal del Team Haas: “Nessuno si aspetta che un nuovo arrivato vada così forte. Quando capita devi criticarlo, così giustifichi i tuoi fallimenti. Come funziona con Ferrari? Il segreto è essere trasparenti, onesti e puntuali. Tutti hanno vari rapporti con produttori di motori, trasmissioni e componenti vari. Noi abbiamo una singola relazione che è molto forte”.

I costi ed il budget cap

La Haas però, come tutti i piccoli team, soffre gli alti costi della Formula 1, ma sta facendo il massimo per andare al massimo. Proprio l’ottimizzazione dei processi ha permesso di avere una vettura 2018 molto affidabile e competitiva. La Haas si è infatti comportata come un grande team, sdoppiando il team di progettazione ed iniziando a realizzare la vettura 2018 a metà stagione 2017. Probabilmente faranno lo stesso quest’anno, passando alla vettura 2019 già a metà stagione.
La Haas potrebbe sensibilmente migliorare dal 2021 in poi. Con la diversa distribuzione dei diritti TV e dei premi potremmo vedere un team ancora più competitivo.
Nel 2021, però, la Haas sarà alla sua sesta stagione in Formula 1 e se la crescita rimane costante, a quel punto la Haas potrà puntare alla parte alta della classifica.

Se anche le altre proposte dei team relative al budget cap dovessero essere accolte, Haas potrebbe ritrovarsi a lottare ad armi pari con la Force India. “Il budget cap sarà una svolta. Si creeranno però due schieramenti: quello di chi ne trarrà vantaggio e quello di chi sarà svantaggiato – ha dichiarato Gene Haas – Il nostro più grande vantaggio è che siamo adattabili a cambiare rapidamente, perché siamo appena arrivati e siamo poco consolidati rispetto agli altri. La flessibilità è il nostro vantaggio. Inoltre ci aiuteremo a vicenda con Ferrari e questo ci permetterà di vincere assieme proprio perchè il nostro legame è forte.”

E proprio questo legame ha portato la Haas ad essere stabilmente in top ten e conquistare punti. Nessun segreto, nessun trucco. Solo tanto lavoro. Sono ormai lontani i problemi avuti durante la prima stagione in cui la Haas pagava a caro prezzo l’inesperienza e la qualità dei processi. Per risolvere molti di questi problemi, la Haas ha lavorato a stretto contatto con Dallara e Ferrari, in modo da ottimizzare i processi e aumentarne la qualità. Così è aumentata l’affidabilità dei componenti e sono migliorati i processi sia produttivi, sia ingegneristici, sia i processi in pista.