La FDA ha ridicolizzato la concorrenza

Il programma per i giovani piloti della Ferrari è diventato ormai un incubo per Mercedes e Red Bull, che non godono più della disponibilità di molti talenti o dei sedili per far correre quelli che già hanno

Dopo anni di dominio Red Bull, finalmente la Ferrari inizia a spadroneggiare sul mercato piloti, soprattutto quello relativo ai giovani.

Mentre la Red Bull ha continuato a far ruotare piloti più o meno talentuosi sulle monoposto Red Bull e Toro Rosso, Ferrari e Mercedes hanno lavorato sottotraccia.
Dopo diverse stagioni, adesso il risultato è che la Ferrari ha saputo coltivare due rapporti molto prolifici con Haas e Sauber.

Se un sedile della Sauber può essere assegnato direttamente dalla Ferrari, è un pò diversa la situazione della Haas. La Ferrari infatti non ha diretto potere sull’assegnazione dei sedili ma, fornendo alla Haas una gran quantità di componenti, avrebbe comunque modo di farsi accontentare.

E Mercedes e Red Bull?

I programmi giovani piloti si sono ristretti molto per Red Bull e Mercedes. Molti giovani addirittura starebbero rifiutando di entrare nel programma di Helmut Marko per via della facilità con cui l’ex pilota austriaco ‘brucia’ i piloti.
Per la Mercedes la situazione è un pò diversa. La casa di Stoccarda, infatti, non sarebbe in grado di piazzare i i piloti del programma Young Drivers.

Dopo non essere riuscita a garantire un sedile a Wehrlein per il 2018, la Mercedes rischia di dover lasciare a piedi anche Ocon per il 2019. Eppure sono stati due tra i piloti più talentuosi visti i pista negli ultimi anni.
L’incapacità di Mercedes di ‘piazzare’ Wehrlein ha portato il tedesco addirittura a rescindere il contratto che lo legava alla Mercedes. Il tedesco ha cercato di entrare nelle grazie di Helmut Marko, che stava cercando un pilota per la Toro Rosso.

Proprio la situazione della Toro Rosso ci ha portato a comprendere realmente quanto il vivaio Red Bull sia in difficoltà. La mancata conquista della Superlicenza da parte di Ticktum, ha gettato nello scompiglio l’organizzazione della Red Bull, che ha dovuto tamponare il passaggio di Ricciardo alla Renault con la promozione di Gasly al team madre. Tra l’altro, anche Ricciardo è stato scoperto da Marko e voluto alla Toro Rosso prima del passaggio in Red Bull.

Partito il ‘totopilota’, molti si sono proposti alla Toro Rosso, ma i criteri di scelta molto stringenti hanno portato Marko ad escludere praticamente tutti.
Il manager austriaco, alla fine, è dovuto tornare da un ex pilota della Red Bull ‘declassato’ alla Toro Rosso con demerito e, infine, mandato via: Daniil Kvyat.
E il giovane russo non ci ha pensato sù: ha subito accettato l’offerta della Red Bull per tornare subito in pista senza attendere che la Ferrari gli desse una possibilità con team minori o con programmi motorsport diversi.

Da notare come la Red Bull abbia avuto la necessità di richiamare un ex pilota aderente al programma anche nella passata stagione.
Il neozelandese Brendon Hartley fu infatti richiamato in fretta e furia alla Toro Rosso.

La Mercedes, dal canto suo, è comunque riuscita a dare una possibilità in Formula 1 al ‘baby fenomeno’ George Russell, fresco vincitore del titolo F2.
Tuttavia, aver perso Wahrlein ed il rischio di perdere anche Ocon, hanno portato la Mercedes ad aver paura di chi può realmente offrire dei sedili in Formula 1 e non solo: la Ferrari.
Con il programma Young Drivers ridotto al minimo, la Mercedes può contare solo su Ocon, visto che l’altro giovane seguito da Mercedes è Andrea Kimi Antonelli. Antonelli, però, è un ragazzo tredicenne ancora impegnato nel campionato italiano kart.
Da non dimenticare, comunque, che Wolff ha gestito diversi piloti per la Mercedes, tra cui Valtteri Bottas, attualmente i forza proprio alla Mercedes.

A fare faville in questa situazione è la Ferrari: il programma giovani piloti è folto e vincente, e finalmente ha iniziato ad imporsi dopo anni di costruzione e perfezionamenti.
Sulla linea dettata da Marchionne e sulle sinergie sviluppate dal compianto presidente di FCA, la Ferrari non solo ha colmato il gap con i rivali ma li ha anche superati. E lo ha fatto per due chiari motivi: avere uno spazio in cui far crescere i piloti e, soprattutto, mettere un secondo team in condizione di lottare per le posizioni che contano.

Questo secondo punto spiega il perchè del passaggio di Simone Resta e di altri tecnici alla Sauber e dello stretto rapporto con la Haas, in crescita anche in questa stagione.

Per quanto riguarda i piloti, i risultati della FDA parlano chiaro:
Charles Leclerc ha vinto il titolo di F2 nella stagione 2017 e ha disputato un 2018 in Formula 1 da paura;
Antonio Fuoco settimo in GP2;
Giuliano Alesi è settimo in GP3;
Robert Shwartzman terzo in F3 Europea (miglior Rookie) e vincitore della Toyota Racing Series;
Callum Ilott terzo in GP3;
Marcus Armstrong terzo nella Toyota Racing Series;
Guan Yu Zhou ottavo in F3 Europea;
Enzo Fittipaldi campione F4 Italiana e secondo in F4 Tedesca;
Gianluca Petecof quarto in F4 Italiana e decimo in F4 Tedesca.

Un capitolo a parte lo merita Antonio Giovinazzi, che non è frutto della FDA ma è stato fortemente voluto da Marchionne. Il pilota di Martina Franca ha infatti avuto l’appoggio della Ferrari nella parte finale del campionato GP2 del 2016. Antonio arrivò secondo dietro Pierre Gasly per soli otto punti, ma la Ferrari decise lo stesso di investire su di lui. Ingaggiato dalla Sauber come terzo pilota, ha disputato due GP in Formula 1 e l’anno prossimo avrà la sua occasione da titolare.
Anche in questo caso, il fiuto di Marchionne è stato fondamentale per ingaggiare un talento come Antonio che, altrimenti, sarebbe andato altrove.

La Ferrari sta costruendo direttamente i piloti del futuro per tornare ad essere vincente in Formula 1 e non solo. E lo sta facendo in grande stile, monopolizzando le prime posizioni dei campionati minori e lasciando solo le briciole alla concorrenza.
Come diceva Enzo Ferrari: “Amo pensare che la Ferrari possa costruire piloti quanto macchine”.
E nemmeno questa affermazione del drake può essere smentita.