La FIA apre un’indagine sui pit-stop

La Ferrari ha analizzato quanto accaduto in Bharain durante il secondo pit-stop di Kimi Raikkonen e ha riscontrato un problema del sistema di controllo.

I tecnici informatici, che seguono la gara dal ‘factory-box’ di Maranello, hanno iniziato a lavorare sul software di controllo già domenica sera, per capire perchè il sistema di allarme non si è attivato lasciando acceso il semaforo rosso. Il ‘watchdog’ (‘cane da guardia’ in italiano) avrebbe dovuto rilevare la procedura non corretta e bloccare la ripartenza o obbligare i tecnici ad un override manuale del sistema. Questo perchè gli avvitatori hanno un sensore elettronico che invia un segnale alla centralina di controllo sia quando svitano che quando avvitano. La centralina quindi, non avendo ricevuto il segnale relativo all’avvenuto serraggio del dado, avrebbe dovuto impedire che venisse dato il via alla monoposto numero 7.

La procedura che si utilizza in gara è molto differente da quella utilizzata nel resto del weekend, quando il sistema di controllo è molto spesso disattivato o viene utilizzato solo per monitorare alcuni parametri relativi alla monoposto e non alla sostituzione dei pneumatici. Questo perchè nonostante si vedano prove di pit stop anche durante le prove libere, la monoposto viene poi riportata dentro il box o fa solo qualche installation lap prima di rientrare nuovamente ai box.

Questo fa anche capire che il problema avuto da Kimi durante le prove libere è totalmente diverso da quello avuto in gara.

Tuttavia, non si possono non notare le similitudini con il problema avuto da entrambe le Haas nel Gran Premio di Melbourne: stessa ruota, problema molto simile.
Dei problemi di pit-stop di Ferrari e Haas ne abbiamo parlato in un altro articolo molto dettagliato, quindi riepilogheremo tutto in poche parole: la Haas ha acquistato gran parte dei software di gestione dalla Ferrari, ecco perchè hanno avuto gli stessi problemi.

La Federazione ha avviato un’indagine per capire cosa sia successo in Bahrain e per monitorare tutte le procedure di pit stop di tutte le squadre in modo da capire come si sono evolute negli ultimi anni e capire come eventualmente intervenire per aumentare la sicurezza.
L’opzione migliore rimane sempre quella relativa all’imposizione di un tempo minimo per i pit stop, che ormai sono diventati una gara nella gara, perchè ogni decimo può fare la differenza.