La SF16-H e i suoi guai: meglio pensare al 2017?

Arrivabene l’ha definita come un purosangue da domare. È proprio così? A dire la verità la SF16-H era nata molto bene, sì con qualche problema di gioventù com’è giusto che sia (vedi turbo). Non a caso è stata al comando della gara inaugurale in Australia per ben 17 giri, salvo poi non riuscire a vincere per le note vicende che tutti conosciamo (bandiera rossa, azzeramento distacchi…). Anche in Cina si stava giocando la pole position, anche se poi gli errori dei piloti hanno condizionato il tutto. E non dimentichiamoci poi della splendida qualifica e gara in Canada: a meno di due decimi in qualifica e a soli cinque secondi in gara. Senza contare che in Austria si poteva puntare a qualcosa di grosso se non fosse successo quello che è successo: in qualifica con una gomma di un grado più dura ci si ritrovava a soli tre decimi e mezzo dalla Mercedes.

Certo, la SF16-H non è ancora a livello della W07-Hybrid: se sul lato motore, ormai sono pochi i cavalli che separano le Rosse dalle Frecce d’Argento (la differenza la farebbe solo la parte ibrida, del recupero di energia, non ancora al top), manca ancora carico aerodinamico, fondamentale nella Formula 1 moderna,  e qualcosa sul lato meccanico: c’è ancora del lavoro da fare sulle sospensioni. Ma quando gli ingegneri riescono a trovare il giusto set-up, la macchina è competitiva.  Quando invece non si riesce ‘a trovare la quadra’, si rischia di cadere in flop clamorosi come Barcellona, Montecarlo, Baku e la stessa Silverstone.

In questo momento alla Ferrari servirebbe qualcuno che riuscisse a trovare quegli assetti perfetti che servono per sfruttare tutto il potenziale della SF16-H. Per usare le parole di Arrivabene servirebbe un domatore, capace di domare, tenere a bada il purosangue. Beh, oltre al domatore servirebbe un buon sviluppo di aerodinamica e meccanica. Ma ora sorge una domanda: se il prossimo anno cambieranno le regole proprio su telaio e aerodinamica, vale la pena investire ancora sul 2016 e cercare di vincere quest’anno? O sarebbe meglio mettersi l’anima in pace e dedicarsi al 2017 per provare a trovarsi ai nastri di partenza del prossimo anno come i favoriti?

La Ferrari ora deve prendere una decisione, per non rischiare di trovarsi a inseguire anche il prossimo anno.

Nino Gigliotti

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Daniele Zindato
Nato 23 anni fa, studente di Marketing e con passione smisurata per i motori e per il motorsport.

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