Le pagelle di metà stagione: Sebastian Vettel

Il tedesco ha iniziato alla grande il campionato, conquistando due vittorie nelle prime due gare.

Dopo il ‘disastro cinese’ arrivato a causa dell’entrata di Verstappen su Vettel, Seb ha faticato a Baku ed in Spagna.

Se per l’appuntamento spagnolo le colpe di Vettel sono minime e il risultato negativo è stato causato dai tanto criticati pneumatici a battistrada ridotto, per quanto riguarda Baku le colpe del tedesco non sono trascurabili.

Seb patisce ancora alcune difficili situazioni come le ripartenze dopo il rientro ai box della Safety Car, segno che, nonostante sia il miglior front-runner del campionato, ha ancora qualcosa da affinare quando è nel gruppo.

Il tedesco è poi tornato sul podio a Monaco ed ha conquistato una grande vittoria in Canada, una vittoria che definiremmo ‘autoritaria’. In Canada, infatti, il tedesco è partito dalla pole position e ha dominato tutti i 68 giri previsti.
Vettel è sceso dal podio in Francia, dove dopo un contatto al via è stato penalizzato ed è stato costretto ad una grande rimonta.

Dopo due magnifiche prestazioni di squadra e pilota arrivate sia in Austria che in Gran Bretagna con la vittoria (quasi) storica di Silverstone, il tedesco ha commesso durante il Gran Premio di Germania quello che potrebbe essere l’errore più grave e pesante di tutta la sua carriera. Non in senso stretto ovviamente, tutti possono sbagliare in quelle condizioni, quanto per il peso in classifica. Uno zero è sempre pesante. Ma se ti capita mentre lotti per un mondiale tiratissimo (almeno per quanto visto in queste prime 12 gare), allora il peso aumenta inevitabilmente.

Seb ha dimostrato di essere poco calcolatore e di voler lottare per la vittoria anche quando le condizioni non lo consentono. In un campionato così, conta ogni punto. E Seb dovrebbe saperlo o, quantomeno, dovrebbe averlo capito. Tuttavia, l’errore di Hockenheim sembra aver ‘tormentato’ Seb anche nelle qualifiche dell’Hungaroring, dove Vettel è parso in difficoltà, come se avesse perso mordente.

Il secondo posto conquistato in Ungheria è una magra consolazione per un pilota e per una Scuderia che sono abituati ai trionfi.

Adesso ci sono nove gare da affrontare con pragmatismo e realismo: serve tirare fuori il massimo e se non si può vincere si deve conquistare il miglior risultato.
Gli intoppi possono capitare a tutti e un minimo problema può cambiare le sorti del mondiale.

Il voto di Sebastian Vettel è 8,5: Seb è veloce quando è davanti, aggressivo nel gruppo ma poco ‘ragioniere’. In questo 2018, ragionare e portare punti importanti è fondamentale.