L’Enigma Rosso e le ali di Icaro.

Premessa N.1: le informazioni che verranno riportate sono, ancora una volta, rumors e in quanto tali, andrebbero prese con le pinze

Premessa N.2: anche le osservazioni dirette, di chi è stato a Barcellona, si riferiscono a dei test, e anche qui, l’esperienza suggerisce di non fidarsi mai troppo.

Svolte queste cautelose premesse, possiamo arrivare al nocciolo della questione, un potenziale detonatore di isteria rossa collettiva: secondo i rumors dei giorni successivi ai test, la Ferrari non si presenta da favorita al primo appuntamento annuale.
E a lanciare la bomba non é stato uno di quei siti che, pur di fare 5 views in più si inventerebbe che Palmer non ha mai abbandonato la Formula Uno e che in realtà guida la Williams al posto di Sirotkin (cosa che, ripensandoci, non ssrebbe neanche impossibile) bensì Leo Turrini probabilmente il più quotato giornalista italiano quando si parla di Formula Uno.
Uno che in Ferrari ha tanti insiders e che sa reperire e trasmettere le informazioni giuste al momento giusto, con un’eleganza e un savour faire che in ambito giornalistico non sono rari, sono unici.

E’ vero, anche l’hanno scorso aveva trasmesso sensazioni negative sulla SF70-H, scrivendo che era pronta una “versione B” col passo più lungo, ma il Nume (così viene chiamato dai fedeli lettori del suo blog) la sa lunga e, visto il buco nell’acqua dello scorso anno, si sarà parecchio cautelato ed informato prima di lanciare tali indiscrezioni “calienti” (non totalmente negative: ha infatti anche sottolineato come gli uomini di rosso vestiti puntano molto sullo sviluppo in corso e che secondo lui l’impresa sarà dura, ma non impossibile).

La SF70-H dello scorso anno

Aggiungeteci le impressioni riportate dall’Ingegner Mazzola a Race Anatomy nell’ultima puntata dedicata ai test invernali (programma trasmetto da sky sul suo canale dedicato alla F1) che vede una Mercedes in netto vantaggio e una Ferrari forse meno performante della Red Bull e il gioco é fatto.
Panico generale.

Riportando peró in primo piano le premesse iniziali e le “sensazioni numeriche” di questa completissima analisi, permettete però a chi scrive di esprimere una sensazione (una semplice sensazione “de’ core”, che non è e non vuole essere razionale) fuori dal coro:
La Ferrari in Spagna, si è nascosta.
Ma come, direte, è stata l’unica a provare la qualifica e si è nascosta? Si, sto “core” suggerisce, non so perché, che proprio quella simulazione sia stata il momento in cui si sia nascosta maggiormente.
Lo stesso dicasi per la simulazione gara dove i tempi sembrano essere strani, sensibilmente strani, scendendo e salendo in maniera troppo poco graduale.
E poi quel 19 e 9 di Vettel dopo alcuni giri molto alti, bah!
E per chi fosse convinto che si trattasse di fuel saving, riuscite davvero a pensare che la Ferrari, conscia del fatto che questo fosse uno dei difetti maggiori dell’ultima spec della Power Unit 2017 non lo abbia (anche di poco) migliorato e che sia addirittura peggiorata in termini di consumi?
Bwoah!
cit. kimi

E’ vero, troppo ottimismo fa male, si rischia come Icaro di avvicinarcisi troppo al sole.
E’ vero anche, però, che in “medium stat virtus” e che anche il troppo pessimismo (parecchio diffuso ultimamente) fa male al fegato.
Qualcuno ha parlato di 2016 bis, ma guardatele:

La Sf16h era una monoposto che mirava a correggere i difetti della vettura dell’anno passato.
La Sf71h è, quanto meno sulla carta, una monoposto con gli attributi, ancora una volta innovativa, sfrontata, figlia di un azzardo.
In Ferrari potevano accontentarsi ed evolvere la quasi vincente Sf70h, non è questo lo spirito della Ferrari di Binotto, della Ferrari a struttura orizzontale, della Ferrari delle seconde linee, della Ferrari di tutti.

Ma il tempo delle parole é finito, da domani l’unica cosa che conta é la pista.
Finalmente.

Fonte: Google immagini