L’Italia chiamò!

Francesco Bafaro

La recente apocalisse dell’Italia pallonara ha avviato un dibattito sulla riforma dello sport più seguito dagli italiani, discorso che andrebbe in realtà allargato all’intero panorama sportivo del Paese.

Il calcio infatti è solo l’ultimo dei movimenti sportivi nazionali a cadere rovinosamente, parlando della nostra amata Formula 1 infatti, tralasciando le scuderie italiane (Ferrari e Toro Rosso) che tengono ancora in auge il nome del nostro Paese, si evidenzia un buco di piloti italiani che, fatta eccezione per le due gare disputate da Giovinazzi quest’anno, dura ormai dal 2012. Gli ultimi esponenti stabili dell’Italia in Formula 1 sono stati Fisichella, Trulli e Liuzzi, certamente non dei campioni ma comunque gente che in pista sapeva farsi rispettare.

Dopo di loro non c’è stato il ricambio generazionale sperato e l’ Automobile Club d’Italia, in collaborazione con la Ferrari, ha avviato una serie di programmi che aiutino i giovani talenti italiani a scalare la ripidissima montagna che porta alla massima categoria dell’automobilismo.

Lo scoglio più grande che impedisce a un giovane di farsi strada nel mondo dell’automobilismo è sicuramente il fattore economico,infatti anche le categorie minori hanno dei costi che attualmente sono difficilmente sostenibili dalle squadre che così sono costrette a rivolgere la loro attenzione ai piloti “con la valigia” trascurando il fattore meritocratico.

Alla luce di questo il progetto avviato dall’ ACI avrebbe dovuto rappresentare una risorsa importante ma purtroppo, dalla sua nascita questo programma non ha ancora raggiunto il proprio obiettivo: portare un pilota italiano sulla griglia di partenza del mondiale di Formula 1.
Fra i giovani italiani quello più pronto è sicuramente Antonio Giovinazzi, terzo pilota Ferrari, che quest’anno ha disputato due gran premi con la Sauber e alcune sessioni di prove libere con la Haas.

Se ad inizio stagione un suo approdo in uno dei team motorizzati Ferrari sembrava scontato, oggi invece le porte sembrano di nuovo chiudersi “per colpa” dell’ascesa del monegasco Leclerc che in Formula 2 quest’anno ha dominato il campionato. Charles fa parte del programma giovani piloti della Ferrari che, per evitare di lasciarselo scappare, come accaduto con altri piloti in passato come Sergio Perez, ha promesso al giovane pilota un posto in Sauber (motorizzata Ferrari) per il prossimo anno. Maranello vorrebbe che l’altro sedile venisse occupato dal nostro Giovinazzi ma la scuderia elvetica, in perenne crisi finanziaria, ha bisogno degli sponsor garantiti da Ericsson come acqua nel deserto e, a meno di un intervento diretto della Ferrari nel budget della Sauber, sembra poco plausibile che questo scenario si possa realizzare. L’unica alternativa sarebbe la Haas che però al momento sembra non voler sostituire i due piloti, nonostante la stagione non esaltante di entrambi.

Oltre ad Antonio Giovinazzi altri due piloti promettenti sono in rampa di lancio ma, anche per loro, sembra difficile un approdo immediato in Formula 1. Stiamo parlando di Luca Ghiotto e Antonio Fuoco, il primo (veneto; classe 95) ha disputato un’ottima stagione in Formula 2, coronata dal successo in Gara 2 a Monza e dal test disputato con la Williams a Luglio all’ Hungaroring.

Nonostante Luca abbia ben impressionato i vertici della scuderia inglese, sembra poco probabile che Sir Frank gli affidi la monoposto per il 2018: vista la presenza di Stroll, schierare due piloti giovani in un momento così delicato per la squadra sarebbe un rischio enorme.

Discorso diverso invece per Antonio Fuoco (calabrese; classe 96) che ha meno esperienza rispetto agli altri due nomi caldi, anche se ha già provato diverse volte la Ferrari F1, e per il quale sembra giusto accumulare ulteriore esperienza in Formula 2, categoria nella quale ha esordito quest’anno da compagno di squadra del dominatore Leclerc. Nonostante lo scomodo vicino di box è riuscito a vincere Gara 1 a Monza e il 2018 deve essere l’anno della sua consacrazione.

I talenti insomma non mancano, tanti altri si stanno facendo notare nei kart e nelle altre categorie propedeutiche e la speranza è che il vento cambi e che tutti si impegnino affinché questi ragazzi abbiano almeno una possibilità prima di essere scartati e finire nel dimenticatoio come accaduto ad altri (Bortolotti, Marciello, Mortara ecc.). A tal fine deve essere in primis la Ferrari, visto il peso che ha nella massima categoria, ad impegnarsi perché questo accada.

Sono stati tanti i fenomeni del volante azzurri, basti pensare a Nuvolari, Farina (primo Campione del Mondo della storia della Formula 1), Ascari (due volte Campione del Mondo), lo sfortunato Alboreto, e se adeguatamente supportati ne nasceranno ancora, da troppo tempo l’Italia si culla sulla leggenda della Ferrari trascurando coloro che vorrebbero avere almeno una chance di realizzare il loro sogno ma da soli non ne hanno la possibilità.

Forza Italia allora, se davvero lo vogliamo torneremo presto a vincere i mondiali, su un campo da calcio come in Formula 1!