McLaren: nel 2018 ritardi legati al cambio di power unit

Sembrava che dopo qualche anno con Honda, le cose avrebbero potuto prendere una piega positiva. Invece, dopo tre anni di partnership con il motorista nipponico, la McLaren ha deciso di rivolgersi alla Renault. Una scelta totalmente condivisa da tutti gli addetti ai lavori e dagli appassionati, ma che non ha avuto gli effetti sperati. La McLaren, infatti, dopo un discreto avvio, è sprofondata nel baratro della crisi di affidabilità della power unit francese.

Nonostante sia riuscita a migliorare il monte punti del 2017, la McLaren non è riuscita a migliorare quanto fatto nel 2016. Proprio nel 2016, la McLaren sembrava essere sulla giusta strada per migliorare, prima che il cambio regolamentare spostasse nuovamente gli equilibri. Quello che secondo i tecnici di Woking era il miglior telaio della griglia, sembrava essere fortemente rallentato dalla power unit nipponica.

Il passaggio alla power unit francese, però, avvenuto molto in ritardo, ha mostrato parecchi limiti. Le diverse dimensioni della power unit, infatti, hanno richiesto parecchi compromessi ai progettisti, che hanno dovuto modificare in fretta e furia il telaio. Queste modifiche, che sono state anche frenate dall’inserimento dell’Halo, hanno portato i progettisti a ‘rattoppare’ il progetto. L’inserimento dell’Halo, infatti, ha imposto dimensioni fisse ai punti d’attacco, quindi solo una parte di telaio era modificabile.

L’handicap di non poter sfruttare le nuove specifiche Renault, combinato al fatto che il telaio non avesse prestazioni eccellenti, hanno portato i tecnici a spingere al massimo sullo sviluppo aerodinamico. La McLaren, infatti, non ha potuto sfruttare né la ‘Spec B’ né la ‘Spec C’ di Renault, ragion per cui ha puntato sullo sviluppo aerodinamico. Svilluppo che ha consentito di trovare alcune soluzioni interessanti che poi sono state riprese anche dagli altri team.

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McLaren MCL33 Launch, Woking, England, 23 February 2018.

L’ala posteriore presentata dalla McLaren è stata poi ripresa da Ferrari e Mercedes. La deriva finale aperta per portare aria calda al posteriore, aumenta la capacità di estrazione del fondo. Questo garantisce una minore pressione dell’aria sotto la vettura con un conseguente aumento dell’aderenza aerodinamica.
Anche le carenature dell’Halo sono state introdotte dalla McLaren, e successivamente sono state riprese dagli altri team.

Nel complesso la McLaren ha dimostrato di essere un team fortemente volto allo sviluppo della monoposto, soprattutto quello aerodinamico. Tuttavia, le performance di una power unit non competitiva e di un telaio inadeguato ad accoglierla, hanno messo in mostra i limiti di una monoposto che, probabilmente, avrebbe potuto essere vincente.

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Daniele Zindato
Nato 23 anni fa, studente di Marketing e con passione smisurata per i motori e per il motorsport.