Mercedes altra sconfitta

27.11.2015 - Nikki Lauda (AU), Mercedes and Toto Wolff (GER) Mercedes AMG F1 Shareholder and Executive Director

Doveva essere la gara del riscatto dopo la debacle di Melbourne per la Mercedes, ed invece è stata una sconfitta netta, più cocente, decisamente più allarmante rispetto a quanto accaduto in Australia. Una sconfitta non figlia della sfortuna ma perché la Ferrari è stata più forte per tutto il weekend. Un qualcosa su cui Toto Wolff e scuderia dovranno interrogarsi prima dell’appuntamento cinese. Perché se due indizi non fanno una prova, tre decisamente sì…

Hamilton e il cambio del cambio

Che il gp australiano avesse lasciato degli strascichi lo si poteva intuire, anche se non si pensava fossero così gravi. L’improvviso rallentamento nei giri finali di Hamilton era evidentemente figlio di problemi di natura tecnica. A Sakhir abbiamo scoperto il perché: il cambio della monoposto del quattro volte campione del Mondo ha fatto le bizze e si è resa necessaria la sostituzione, con le conseguenti 5 posizioni in griglia da scontare. Già di per sé sarebbe stato dura da digerire facendo la pole (retrocessione al 6° posto, ndr), figuriamoci se hai le Ferrari più forti e ti batte anche il compagno di squadra. Lewis parte così 9°, è guardingo al via con le gomme gialle, subisce il durissimo attacco di Verstappen e poi si scatena, effettuando un triplo sorpasso in stile Ricciardo a Baku e martellando giri veloci su giri veloci in attesa del secondo pit di Vettel, che però non arriverà mai…

Alla fine resta comunque un podio, ottimo viste le premesse, ma se il tuo rivale ha già fatto en plein, due su due, la rincorsa si fa tosta. A Shanghai, the Hammer ha un solo risultato a disposizione.

Il distacco in classifica di Hamilton su Vettel è già di 17 punti – Google immagini

L’illusione di Bottas

Esiste la legge del contrappasso in Formula 1? Certo che sì; l’anno scorso fu Bottas, in Russia e in Austria, a resistere al ritorno di forza di Vettel, questa volta i ruoli si sono invertiti ed il finlandese non è riuscito nell’assalto all’ultimo giro “One more lap” come disse nel retropodio del Red Bull Ring proprio il tedesco della Ferrari al n.77.

Ci ha provato Valtteri, che aveva da farsi perdonare il botto di Melbourne. E’ stato costantemente più veloce di Hamilton, ha disputato una gara senza sbavature e ad un certo punto sembrava il grande candidato al successo finale, se solo a Maranello non si fossero inventati la sosta unica rossa-gialla che ha retto fino alla fine.

Dal botto di Melbourne alla rincorsa di Sakhir; la risalita di Bottas

Adesso si torna in estremo Oriente, si va a Shanghai, pista teoricamente pro Ferrari e Red Bull, ma la Mercedes ha l’obbligo di sovvertire il pronostico.