Mercedes: a caval donato non si guarda in bocca

di Ciccio Mariello

Come definire, se non regalo di Natale anticipato, quello ricevuto da Hamilton nel GP di Singapore? Onestamente facciamo fatica a trovare un termine diverso perché le frecce d’argento per tutto il weekend sono state lì ad annaspare, lontante, lontanissime sia da Ferrari che da Red Bull, ma alla fine hanno chiuso la domenica asiatica con un pesantissimo 1°/3° assolutamente impronosticabile alla vigilia.

Che i circuiti lenti/cittadini non siano il pane della scuderia di Stoccarda lo si sapeva fin da quest’inverno. Il lungo, anzi lunghissimo passo delle monoposto tedesche impedisce di essere snelli ed agili come si dovrebbe su questo tipo di tracciati ed in particolar modo, qui all’Equatore, la situazione è parsa fin da subito più difficile che mai perché, oltre alla Rossa, c’era una Red Bull fortissima. Le libere e le qualifiche questo hanno detto ma, la gara, vuoi per la pioggia iniziale, vuoi perché sul lato sinistro del rettilineo principale, qualcuno ha pensato bene di giocare all’autoscontro, alla fine, sotto la bandiera a scacchi, primo è stato the Hammer autore di una gara strepitosa, a cominciare dal via, quando ha innestato la 2a marcia per evitare il pattinamento ed infatti ha sverniciato Ricciardo, l’unico vero antagonista per la vittoria finale. Dopodiché, se non ci fossero state le svariate SC l’inglese avrebbe vinto con buoni 30” di vantaggio, a testimonianza di una capacità di gestire la vettura su pista umida con pochi eguali.

Dunque, regalo sì, ma devi anche saperlo capitalizzare, un po’ come quando il portiere fa una papera, se non sei pronto a buttarla dentro, serve a poco. Hamilton da questo punto di vista si dimostra attaccante di razza, front-runner di professione, uno che quando va davanti poi non lo riprendi più, ed adesso sarà dura andare a recuperare i 28 punti di vantaggio. E’ stato indietro per tutta la stagione, adesso è davanti e già a Sepang potrebbe piazzare un’altra zampata. Nell’auspicio che Bottas gli dia una mano, cosa che assolutamente non ha fatto nella città-stato, dove anzi ha colto il podio solo perché la sua inseguitrice più vicina era una Toro Rosso; per la serie “non son salito io sul podio, è che non sapevano chi altro mandarci…”