Mercedes inaffidabile: urge un cambio!

di Ciccio Mariello

Che le frecce d’argento siano ancora le monoposto da battere è chiaro a tutti. Quello che però in pochi si aspettavano in questo weekend austriaco è la mancanza di affidabilità in una gara chiave per il prosieguo della stagione.

E’ stata infatti una mazzata tra capo e collo quella che ha preso Lewis Hamilton venerdì sera, quando ha scoperto che era necessaria la sostituzione del cambio sulla sua W08 e che questo gli sarebbe costato ben 5 posizioni sulla griglia di partenza. The hammer ha poi fatto il resto, mancando incredibilmente il giro in Q3, dopo aver dimostrato di essere ampiamente il più veloce sul tracciato, arrivando a rifilare anche 0”5 al compagno di squadra in FP3.

Partire 8° al Red Bull Ring è un handicap certamente, ma non è nulla di irrimediabile, eppure in gara il n.44 ha faticato più del previsto, riuscendo ad arrivare solamente 4°, come peraltro da lui stesso previsto durante l’intervista rilasciata sul camion della Drivers’ parade. Un piazzamento fuori dal podio, il secondo consecutivo, che allontana l’inglese a ben 20 punti di distacco da Vettel e lo obbligherà a fare il tutto per tutto nella gara di casa a Silverstone.

Dall’altra parte del box, invece, troviamo un raggiante Valtteri Bottas, e non tanto perché si è portato a 35 punti dalla vetta del campionato e può dunque puntare alla vittoria; lasciate perdere, queste sono chiacchiere, non ha alcuna chance di vincere il titolo ma, e questo è un merito di cui gli va dato atto, si sta rivelando la seconda guida perfetta. Ogni qual volta il primo pilota ha avuto dei problemi (Russia, Monaco, Baku e Austria) lui ha sempre risposto presente collezionando due vittorie ed un secondo posto in rimonta.

Soltanto a Monte-Carlo è finito giù dal podio, ma per colpa di un errore di strategia ai box, altrimenti avrebbe potuto anche insidiare la doppietta Ferrari se avesse copiato la strategia di Ricciardo, ad esempio. Quest’anno ha commesso solo due gravi errori, uno a Baku, cui anche per buona sorte, vedi Safety Car e bandiera rossa, ha saputo rimediare sulla linea del traguardo, l’altro in Cina, dove è andato in testacoda in regime di SC.

Allo Spielberg era chiamato a sostituirsi ad Hamilton già dal sabato e lui ha fatto la pole, per poi presentarsi alla domenica con una partenza che definire bruciante sarebbe riduttivo, prima di imporre un ritmo forsennato alla gara, pittando più tardi degli altri (solo Raikkonen e Massa si son fermati dopo di lui, ndr) e nel finale ha saputo resistere al ritorno di un Vettel che sulle supersoft ne aveva decisamente di più. Inutile dire che se la Mercedes sta prendendo il largo nel campionato costruttori, il merito è quasi tutto suo.