Mercedes: quando l’emirato diventa un feudo

di Ciccio Mariello

Inutile girarci intorno, ad Abu Dhabi la Mercedes non si batte! Sul circuito arabo le frecce d’argento hanno almeno una marcia in più rispetto al resto dello schieramento. Imbarazzante la superiorità con cui Bottas ed Hamilton hanno dominato la gara, cosa che ormai è una consuetudine da quando esistono le power unit ibride. Se nel 2014 Rosberg non avesse avuto un problema tecnico, parleremmo di 4 doppiette consecutive, invece sono “solo” 3.

Questo weekend 2017 non è stato diverso e ha rimesso a posto i valori in pista dopo quanto visto in Messico e Brasile, dove la Ferrari si era dimostrata più competitiva. Hamilton già dal venerdì è entrato in modalità The Hammer ed ha sbaragliato tutti in prova ed è andato avanti così fino in Q2. Poi, sorprendentemente, in Q3 è spuntato dal cilindro Valtteri Bottas che ha fatto la pole e si è guadagnato il diritto ad una gara da front runner condotta in assoluta autonomia, con il 4 volte campione del Mondo inglese a guardargli le spalle senza tentare più di tanto l’attacco per vincere la gara (siamo certi che se l’inglese avesse visto davanti a sé una monoposto di colore diverso, si sarebbe buttato all’arrembaggio, ma stanti così le cose, non ne aveva motivo, ndr).

Il bilancio di fine stagione non può non essere estremamente positivo per un team che ha vinto di nuovo tutto, malgrado la competitività delle Ferrari soprattutto nella prima metà della stagione, ma dopo la sosta estiva non c’è stato verso, la Mercedes ha messo in fila 6 successi su 9 gare e, soprattutto, nelle 3 in cui non ha vinto, la Rossa ha trionfato solo in Brasile, per il resto il successo è andato a Verstappen che ha così contribuito a togliere punti a Maranello che ha dimostrato competitività nel corso dei vari weekend, ma sull’arco dell’intero campionato, alla distanza, è crollato.