Mercedes, l’importante era salvare la pelle

Proprio Bottas si era lamentato nei test delle difficoltà con il surriscaldamento delle gomme

Che il Gp Monaco fosse una tappa ostica per la Mercedes si sapeva. Le frecce d’argento mal si sposano con il tortuoso tracciato monegasco, a differenza di Ferrari e Red Bull che partivano favorite. Al netto di ciò, l’essere saliti sul podio con Lewis Hamilton non può che essere una lieta notizia. Così come lieto è il minimo scarto in termini di classifica generale. Solo tre punti concessi a Vettel sono tutto sommato accettabili.

Hyper indigeste

Oltre alle note difficoltà telaistiche di cui sopra, l’altro enorme problema avuto dal team a tre punte è quello relativo all’utilizzo della nuova gomma Hypersoft. A prescindere dalle polemiche di Barcellona per via dei famosi 0,4mm in meno, la nuova gomma rosa rappresentava un’incognita per tutti e, a soffrirne più di tutti gli altri, sono stati proprio quelli di Stoccarda. Una gomma talmente poco gradita che in Q2 Hamilton e Bottas han tentato di passare il taglio con le Ultrasoft. Tentativo vano che anzi ha costretto poi Hamilton in gara ad utilizzare la gomma viola già usata (ne avevano portato solo un treno, ndr). Dunque sono tornate a galla le difficoltà con le coperture Pirelli in casa Mercedes, il cui telaio evidentemente stressa troppo e prova, a seconda dei tracciati, graining come a Monaco, oppure blistering come ad esempio in Cina. E’ sicuramente qualcosa a cui mettere mano con urgenza perché la stagione è ancora lunga e non ci si può permettere di regalare simili vantaggi agli avversari, a cominciare dal Canada, dove saranno di nuovo presenti le gomme rosa e dove un pit stop in più può costare parecchie posizioni in classifica.

Le gomme della Mercedes durante i test invernali, il blistering sul posteriore è troppo evidente per essere tollerabile

Hamilton guardingo

Dopo aver fatto il massimo in qualifica, strappando il 3° tempo, la domenica del campione del Mondo in carica è stata all’insegna della precauzione. Ha cercato nei limiti del possibile di salvaguardare gli pneumatici (se n’è lamentato un team radio sì e l’altro pure, ndr) e ha conservato la terza posizione senza cercare di attaccare chi aveva davanti. Nemmeno quando gli è stato comunicato il problema a Ricciardo; si è avvicinato, è rimasto lì qualche giro, poi ha mollato la presa. Del resto l’importante era non finire nel mirino di Raikkonen. Aver tenuto dietro una delle due Ferrari è stato un risultato più che soddisfacente viste le premesse. Discorso diverso per Bottas, 5° solo grazie all’ennesimo errore di Verstappen. Evidentemente per il finlandese lo scoppio di Baku, oltre alla posteriore destra, ha lasciato altri segni, magari non visibili, ma ugualmente pesanti…