Mercedes, il ritardo non è solo in pista

27.11.2015 - Nikki Lauda (AU), Mercedes and Toto Wolff (GER) Mercedes AMG F1 Shareholder and Executive Director

L’appuntamento canadese non si può derubricare come una semplice sconfitta in casa Mercedes. Assolutamente no; dice bene Toto Wolff che commenta i risultati conseguiti dal suo team sul tracciato intitolato a Gilles Villeneuve come una sconfitta pesante e che “l’aver limitato i danni” non è un obiettivo soddisfacente. Ed ha ragione lui, perché questa non è una semplice debacle ma un vero e proprio campanello d’allarme per diversi motivi.

Montreal pista Mercedes

E’ cosa nota, il Gp del Canada è da sempre stato un tracciato favorevole alle caratteristiche della monoposto tedesca che, da quando siamo nell’era ibrida, aveva sempre vinto, eccezion fatta per il 2014 quando si impose Ricciardo al termine di una rimonta clamorosa con gomme soft e frecce d’argento rallentate da problemi di temperature. Ma in quel caso non se ne fece un dramma; la Mercedes era la dominatrice assoluta del campionato, era stata nettamente la vettura più veloce anche nel weekend in Quebec e la sconfitta non mise in discussione il titolo a fine stagione. Stavolta lo scenario è totalmente diverso. C’è un competitor forte ed un altro che ha dimostrato di poter sfruttare tutti i momenti di empasse altrui.

I problemi in questo appuntamento 2018 sono di varia natura: c’è un problema di sviluppo, con l’ormai celeberrimo rinvio della versione evoluta della power unit al Paul Ricard. C’è un problema di gestione gomme, con la mal digestione delle coperture più morbide (hypersoft e ultrasoft su tutte, ndr), ma c’è anche un problema di prestazioni; al netto dei giri motore ridotti onde evitare rotture con una PU con oltre 5000km di utilizzo, resta il fatto che né Bottas né Hamilton avevano un ritmo capace di reggere il confronto con Vettel.

Valtteri Bottas ha almeno salvato l’onore in Canada con un 2° posto che potrebbe valere anche la riconferma in Mercedes

Bottas il finlandese volante

Posto che la prestazione di Hamilton ricorda quelle del Bahrain o della Russia dello scorso anno, quando cioè ha mollato il colpo, correndo senza nerbo e senza mordente, portando la monoposto al traguardo quasi non vedesse l’ora che finisse, la nostra analisi si deve soffermare sulla seconda guida, quel Valtteri Bottas che sta stravincendo il duello tra numeri due e tra connazionali con Raikkonen. I numeri sono impietosi, le prestazioni anche. Perché se da un lato il titolo piloti è tutto da giocare, credo che nei costruttori non ci sarà storia. Bottas sta portando punti pesantissimi a casa e se solo la sfortuna non si fosse presentata a Baku, sarebbe a quota 111, a soli 10 punti da Vettel. Con Raikkonen confinato a quota 68 e costantemente suonato anche dalle Red Bull, sarà un costante due contro uno che a livello di Mondiale costruttori non darà chance alla Ferrari di vittoria. Però, se si vuol vincere il Mondiale piloti, gli sviluppi dovranno essere immediati e costanti per colmare il gap con Maranello che al momento è nettamente in vantaggio.