Mercedes W09 e la sospensione posteriore: facciamo chiarezza!

Il team di Brackley è riuscito a risolvere i problemi di surriscaldamento degli pneumatici e di conseguenza ne ha migliorato le prestazioni, grazie alla nuova sospensione posteriore che funziona così...

2018 Japanese Grand Prix, Saturday - Steve Etherington

Giorni fa vi svelammo un importante particolarità della Mercedes W09 guidata da Lewis Hamilton e Valtteri Bottas: i tecnici di Brackley, secondo alcune indiscrezioni, riuscirono a “simulare” l’effetto delle ruote posteriori sterzanti. Non deve sorprendere il fatto che la squadra, dopo il GP del Belgio, ha letteralmente investito 30 milioni  oltre alle cifre prefissate per lo sviluppo di queste innovazioni, ed in particolare la sospensione posteriore. Ma oggi, stando a quanto costatato, subentra un ulteriore novità.

Si tratta di un sistema semplice da un punto di vista concettuale, ma complesso da apprendere: Il fluido contenuto negli ammortizzatori è dotato di piccole particelle metalliche cariche magneticamente in maniera ben precisa; durante la compressione o l’espansione dell’ammortizzatore vi è una centralina che invia dei segnali magnetici direttamente alle particelle del fluido.

Di conseguenza, per mantenere costante l’assetto della vettura a contatto con l’asfalto, la centralina interviene istante per istante modificando la corsa dell’ammortizzatore e assicurando grip, velocità in accelerazione ed in curva consentendo così all’aerodinamica di lavorare meglio.

Questa soluzione, al momento, è ottenibile soltanto tramite sospensione idraulica la quale è utilizzata  da Red Bull e Mercedes stessa. La Ferrari ha già sviluppato una sospensione posteriore idraulica provata ultimamente da Kimi a Singapore e Sebastian in Russia, ricordando però che fu collaudata durante i test estivi in Ungheria ma scartata per il GP del Giappone poichè i piloti della rossa non hanno avuto quel feeling di guida desiderato. Ciò lascia presagire che questa soluzione potrebbe essere adottata dalla squadra di Maranello a partire dal 2019, a patto che la FIA consideri valida la soluzione delle particelle magnetiche all’interno del fluido dell’ammortizzatore.