Mick Schumacher: “Voglio la Formula 1, mio padre sarà sempre il migliore”

Il figlio d'arte di Michael, dal prossimo anno in Formula 2 con Prema, si racconta a La Gazzetta dello Sport

Tra la nuova generazione dei piloti che sognano la Formula 1, Mick Schumacher sta svettando su tutti. 19 anni, il figlio d’arte del 7 volte campione del mondo Michael ha conquistato quest’anno il titolo nell’Euro Formula 3 (link) e il prossimo compierà un altro passo in avanti salendo in Formula 2, sempre con il team Prema (link). Il baby talento tedesco ha già attirato su di lui le attenzioni di Ferrari e Mercedes, che lo vogliono metterlo sotto contratto in ottica futura.

In un’intervista da La Gazzetta dello Sport, a Mick gli è stato chiesto un bilancio sulla sua stagione vittoriosa in Euro F3. “Vincerla è stata una grande spinta, è uno dei campionati più difficili al mondo dal quale tanti piloti sono arrivati in F1.”, afferma Schumacher jr. “Alle prime gare faticavo perchè non riuscivo ad esprimermi in qualifica, poi a Spa è stata la svolta con la prima Pole e la prima vittoria.”

Da quel week-end in Belgio (link), Mick Schumacher è diventato un rullo compressore in Euro F3, vincendo 7 delle successive 11 gare e conquistando il titolo nell’ultima tappa ad Hockenheim, vincendo la rivalità contro Dan Ticktum. “Il mio obiettivo in Formula è di migliorare sotto ogni aspetto, così da diventare un pilota completo. Il mio obiettivo? Arrivare in Formula 1.”

“Sarebbe un sogno arrivarci già nel 2020, ma prima bisognerà vedere come andrò in Formula 2. E’ l’anticamera della massima serie, il livello è molto alto e pure gli ostacoli da superare”. Poi gli chiesero a chi si ispirò e la risposta era ovvia: “Mio padre. E’ il migliore e lo resterà sempre. Potermi paragonare a lui in questa maniera è fantastico e lo è anche essere parte di questa bellissima storia e vedere come va a svilupparsi.”

Poi ha rilevato qualche anedotto sui suoi inizi di carriera con papà Michael: “Chiesi io di correre e lui mi assecondò. Ricordo l’emozione che cresceva dopo le prime gare, quando siamo andati ai campionati internazionali in mezzo a tanti piloti di talento. La sua grande più lezione fu quella di lavorare con la squadra come se fosse una famiglia. E io l’ho fatto alla Prema: dal 2016 ad oggi ho visto tanti piloti cambiare in fretta, mentre qui abbiamo costruito una realtà unita.”

Infine, non manca un’osservazione su Sebastian Vettel, ‘spiato’ da Mick Schumacher nei test e suo compagno alla Race of Champions che si terrà a gennaio, in Messico. “Vedere questi campioni da vicino è un’esperienza unica. Per me sarà una prima volta speciale da compagni di squadra. Ho già detto a Seb che non vedo l’ora. Se sono mai stato a Maranello? Si, ma allora ero troppo piccolo e provavo emozioni diverse a quelle che avrei oggi se avessi visitato la Ferrari.”