Ecco perchè non si poteva cambiare la candela sulla monoposto di Vettel

Il dubbio che in molti si stanno ponendo da ieri mattina è: “Non si potevano cambiare le candele della monoposto di Vettel?”
La mia risposta, poco importante ai fini di questo articolo, è: “Ma secondo voi, avendo il tempo, non le avrebbero cambiate visto che il problema era stato individuato?!”

La risposta interessante, invece, è un semplice “No”. No, non potevano essere sostituite le candele per il semplice motivo che il tempo non c’era.

Non appena Vettel ha fatto la prima segnalazione al suo box (durante i giri di posizionamento in griglia), i tecnici hanno subito cercato di individuare il problema, trovandolo solo pochi istanti prima che Sebastian si posizionasse in griglia. Una volta posizionata la monoposto nella piazzola giusta, i meccanici teoricamente avrebbero 20 minuti di tempo per intervenire sulla monoposto ma, a cinque minuti dal via, tutte le monoposto con il cofano aperto o sui cavalletti vengono penalizzate pesantemente. Quindi il tempo utile per gli interventi scende a meno di 15 minuti.

La procedura di partenza infatti, prevede che le monoposto escano dal box 30 minuti prima dell’inizio del warmup lap (il giro di riscaldamento) ed effettuino un paio di giri passando per la pit lane. Terminati questi giri, le monoposto si posizionano in griglia e, a questo punto, siamo già nei 20 minuti di si parla sopra.

In poco meno di 15 minuti quindi, gli unici interventi che i meccanici possono fare riguardano soprattutto i software, collegando il computer alla centralina. Grazie alle segnalazioni di Vettel via radio, i tecnici sono riusciti a trovare il problema prima ancora che il tedesco si fermasse sulla griglia ed hanno subito cercato di intervenire. Il cofano è stato velocemente smontato, ma non è stato possibile effettuare un controllo approfondito e sostituire il pezzo. Per sostituire la candela (e relative bobine elettriche e cavetterie) di un motore termico di una moderna power unit sono necessari circa 25/30 minuti. Per arrivare alla sostituzione delle candele infatti, si devono rimuovere tantissimi elementi come la griglia in carbonio che ricopre tutto il blocco motore, i condotti che portano aria all’intercooler, il blocco dell’air scoop, i collettori di scarico e della turbina e, ultimi ma non ultimi, un sacco di cavi elettrici che vengono usati per cablare tutto.
Inoltre, il blocco ICE è sigillato e, per accedervi, è necessario rimuovere un sacco di viti e di bulloni.

Diverso era nei vecchi motori, antenati di queste power unit: le candele erano a vista sopra la testata del motore. Bastava rimuovere il cofano motore e la “pipetta”, prendere lo svitacandele e sostituire il pezzo. Era un lavoro da pochi minuti.

Inoltre, i nuovi gruppi termici molto sviluppati e molto tecnologici utilizzano le candele non in modo continuativo come i vecchi propulsori, ma usano il sistema HCCI (Homogeneous Charge Compression Ignition) che fa funzionare l’unità termica quasi come un ‘incrocio’ tra un motore diesel ed un motore benzina. Le moderne unità endotermiche, grazie all’iniezione diretta ed alle compressioni elevatissime, sfruttano un semplice principio della fisica per lo scoppio della miscela aria-benzina (quando il pistone sale nel cilindro, aumenta la pressione e conseguentemente aumenta la temperatura, provocando lo scoppio), attivando la candela solo quando il carico del motore aumenta, facilitando lo scoppio ed aumentando il rendimento e le prestazioni.

Questa tecnologia non sembra essere collegata con il problema accusato da Vettel, ma in Ferrari si sta già indagando sull’accaduto.