Raikkonen: “Correre per me è un hobby”

Kimi Raikkonen è stato uno dei quattro piloti in conferenza stampa prima del Gran Premio della Cina

Kimi Raikkonen, intervenuto nella conferenza stampa del Gran Premio di Cina, ha parlato molto (e questa è la vera notizia) della Formula 1 e della sua stagione.
Il finlandese ha parlato dei suoi ricordi di quando era bambino e del suo casco celebrativo, bocciato dalla Federazione. 

Alla vigilia del Gran Premio numero 1000 della storia della Formula 1, a Kimi è stato chiesto quale fosse il suo primo ricordo relativo alla Formula 1: Il primo ricordo che ho della Formula 1 riguarda Rosberg. Ricordo l’incidente, mi pare ad Adelaide, gli scoppiò una gomma. Io ho sempre tifato per i piloti finlandesi, ma servivano tanti soldi per arrivare in Formula 1 e non pensavo di farcela. Era più che altro un sogno”

Kimi ha poi parlato della sua Alfa Romeo Racing e del suo inizio di stagione molto positivo, che lo ha portato ad essere nella parte alta della classifica: Abbiamo cominciato al meglio la stagione, ma questo non cambia i nostri obiettivi. La stagione è ancora molto lunga. Non posso sapere cosa sia cambiato rispetto alla monoposto della passata stagione, ma questa è molto veloce. La vettura è molto veloce e semplice da comprendere, ed il nostro pacchetto è buono. I ragazzi si impegnano molto, sono validi e portano tanti aggiornamenti”

Prima dell’arrivo in Cina, tutti i piloti hanno annunciato di avere un casco speciale per questo evento. Raikkonen non aveva lasciato trapelare nemmeno una notizia in merito, quindi gli è stato chiesto qualche chiarimento sul suo casco celebrativo e sul Gran Premio della Cina. “Non ho fatto nulla. Volevo farlo, ma poi ho avuto problemi con il regolamento.” ha detto Kimi riguardo il suo casco. Sulla pista cinese ha poi proseguito: “La pista di Shangai? È bella, divertente e ci sono tantissime possibilità di sorpasso”

Infine Raikkonen ha parlato della sua carriera e della sua vita privata: Ormai la Formula 1 per me è diventata un hobby più che un lavoro, è per questo che ancora mi diverto. Cerco di tirare fuori il massimo, a volte va meglio di altre, ma è normale. Da fuori, tutti possono dire quello che vogliono, ma io continuerò a fare quello che mi piace finchè sentirò di riuscirci. I figli? Qualcuno dice che rallentino, ma nel mio caso non è vero. Se potessi tornare indietro, vorrei gareggiare negli anni ’60 e ’70. Il mondo delle corse sembrava più normale e sicuramente c’era più divertimento.”

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Daniele Zindato
Nato 23 anni fa, studente di Marketing e con passione smisurata per i motori e per il motorsport.