Red Bull: ad Austin la solita gara ‘monopilota’

Il Gran Premio degli Stati Uniti si è rivelato uno dei tanti appuntamenti della stagione in cui Ricciardo è stato perseguitato dalla sfortuna e Verstappen ha condotto una rimonta bellissima

AUSTIN, TX - OCTOBER 21: Second placed Max Verstappen of Netherlands and Red Bull Racing celebrates on the podium during the United States Formula One Grand Prix at Circuit of The Americas on October 21, 2018 in Austin, United States. (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

Il Gran Premio di Austin ci ha consegnato, ancora una volta, un Max Verstappen degno di essere paragonato ai migliori piloti del passato ed un Daniel Ricciardo sfortunato come pochi nella storia della Formula 1.
Se Marko ha voluto sdrammatizzare al termine della gara con un secco: “Si dovrà abituare, i suoi prossimi anni non saranno diversi”, i tifosi iniziano a pensare che che la Red Bull stia sfruttando un altro laboratorio viaggiante oltre alle Toro Rosso.

La gara di Daniel è iniziata abbastanza bene, con l’australiano che è riuscito a mantenere la sua quarta posizione anche grazie al favore della traiettoria. Imboccata la prima curva a sinistra, infatti, Ricciardo ha sfruttato al meglio la trazione della sua Red Bull, avvicinandosi molto a Bottas.
Dopo qualche curva resiste al meglio all’attacco di Vettel, chiudendo in modo leggermente aggressivo la curva e uscendo vincitore dallo scontro con l’ex compagno di squadra: Vettel va in testacoda, Ricciardo rimane nel gruppo.

La sua gara termina al giro 8 quando, in percorrenza della prima curva, tutti i sistemi elettronici della sua auto cessano di funzionare.
Daniel si accosta subito a sinistra, scende dall’auto e si allontana con aria affranta. Per lui, il cammino con la Red Bull non sta terminando nel migliore dei modi.

Al termine della gara, Daniel Ricciardo ha dichiarato: “È incredibilmente frustrante concludere una gara così presto. Posso solo vedere che al momento non va nulla per il verso giusto. All’improvviso tutto si è spento e sembrava un problema uguale a quello avuto in Bahrain all’inizio dell’anno. Ho capito che è stato un problema delle batterie perchè nemmeno la radio si accendeva, quindi non potevo comunicare con il box. Vedendo com’è andata la gara, e vedendo il buon risultato di Max, è ancora più difficile affrontare la situazione. Non c’è molto da aggiungere, molte volte, in questa stagione, le cose sono state fuori dal mio controllo, ma io ho continuato a provarci. Mi piacerebbe riuscire a festeggiare almeno un altro podio con il team prima dei saluti finali”

Completamente diversa, invece, la gara di Max Verstappen: l’olandese ha dimostrato un volta in più di essere veloce e talentuoso, rimontando dalla diciottesima posizione fino alla seconda.

Max ha pittato al giro 22 dopo essersi arrampicato fino alla terza posizione. Tornato in pista, ha collezionato alcuni settori record ed una serie di giri veloci, tanto da essere vicino ai contendenti al titolo per sfruttare la loro sosta ai box.

La gara di Max è stata letteralmente perfetta: nessun sbavatura, nessun rischio. Max sembra essere maturato improvvisamente, riuscendo a stare lontano dai guai massimizzando il risultato.

Degno di nota il duello finale con Hamilton: l’olandese ha resistito al campione del mondo in carica che si stava facendo sotto con un ritmo infernale. Hamilton arrivava anche con gomme molto più fresche, seppur della stessa mescola di quelle di Verstappen.
Max ha resistito duramente a correttamente, portando Hamilton a sbagliare e ad andare sullo sporco, perdendo del tempo. Se ci fosse stato qualche altro giro, Hamilton ci avrebbe certamente riprovato, ma la gara finisce con una grandissima difesa di Max.

Sceso dal podio, Verstappen ha dichiarato: “Sicuramente posiamo dire che abbiamo fatto più di quanto ci aspettavamo. Ho cercato di restare lontano dai guai mentre rimontavo. La macchina è andata veramente alla grande! E questo è stato importante per permettermi di poter gestire il mio ritmo e per permettermi di guidare bene. Non credevo la Soft fosse la gomma migliore, e dopo il pit mi sono reso conto che la macchina era più confortevole da guidare con le SuperSoft. L’undercut su Bottas è stato perfetto, e probabilmente è stata la chiave per raggiungere questo risultato. Gli ultimi 10 giri sono stati molto eccitanti, soprattutto perchè ero l’unica macchina tra quelle davanti ad essere su SuperSoft. Ho provato ad avvicinarmi a Raikkonen, ma allo stesso tempo dovevo tenere sotto controllo Hamilton. Si è avvicinato tantissimo, abbiamo anche battagliato per qualche curva, ma alla fine sono riuscito ad arrivare secondo. Fortunatamente è andato leggermente sullo sporco e ha dovuto alzare il piede. Penso comunque che non sarei riuscito ad attaccare Raikkonen