Red Bull bicchiere pieno a metà

Il weekend di Montreal è da sempre sfruttato dai team (e soprattutto dai motoristi, ndr) per portare degli step evolutivi su un tracciato, quello intitolato a Gilles Villeneuve, che richiede un’ottima efficienza telaistica ma soprattutto una notevole dose di cavalli. La Red Bull non si è fatta trovare impreparata e, oltre alle novità tecniche partorite da quel genio del male di Adrian Newey, in Canada è arrivata la power unit evoluta Tag Heuer (Renault, ndr) che, stando ad i risultati ottenuti da Max Verstappen, si può dire che abbia svolto un ottimo lavoro.

Terminare la qualifica a soli 0”2 dalla Ferrari su una pista che per l’85% impone il full throttle (accelerazione piena) è sicuramente un distacco accettabile che pone il team di Milton Keynes sempre più protagonista nella sfida per il vertice. E quando arriveranno piste più tortuose (Ungheria, Singapore, Abu Dhabi, Messico, Usa, ecc) allora i torelli saranno da considerare i favoriti. Insomma, un weekend tutto sommato positivo, culminato con un 3° e 4° posto, ma non è tutto oro quel che luccica.

Ricciardo depotenziato

Già alla vigilia si sapeva che la PU montata sulla monoposto n.3 aveva dei problemi derivanti da Monaco e addirittura Newey aveva dichiarato che molto probabilmente Ricciardo sarebbe stato penalizzato. Alla fine, i meccanici sono riusciti nel miracolo ma, ed era facilmente ipotizzabile, la potenza disponibile per il vincitore di Monte-Carlo era limitata. Malgrado ciò, big smile è stato l’unico dei piloti di testa a migliorare la posizione d’arrivo rispetto alla qualifica, a dimostrazione della qualità dell’uomo mercato che tutti vogliono ma al momento nessuno si piglia.

Con la discutibile regola delle sole 3 componenti di PU utilizzabili per tutto l’anno, se hai un problema in un Gp, te lo porti dietro anche in quelli successivi come successo a Ricciardo

Ora il punto è capire per quanto tempo si riuscirà ad evitare la penalità. Impossibile che ciò accada fino a fine stagione, prima o poi bisognerà montare la PU evoluta, sforando così il limite di componenti utilizzabili nel corso della stagione. La preoccupazione è che il team terrà il più possibile Ricciardo a potenza ridotta, ritardando il più possibile la sostituzione del motore, favorendo così un Max Verstappen che, finalmente, ha chiuso un weekend senza errori (così come in Spagna, ndr) e, essendo comunque un signor pilota quando vuole, ha centrato di nuovo il podio. La domanda è: durerà?