Red Bull a due facce ma Daniel sorride sempre

di Ciccio Mariello

E’ stato un weekend complicato quello di Silverstone per i torelli austriaci; da quando il sabato mattina si sono svegliati scoprendo di dover sostituire il cambio sulla n.3 che poi in Q1 si è piantata per un problema al turbo (quando peraltro Ricciardo era in testa con la pioggia, ndr). Partenza obbligata dal fondo, mentre Verstappen si è ritrovato ad 1”5 dalla pole e con nessuna chance all’apparenza di fare il podio.

In gara poi, cambia tutto, Verstappen parte fortissimo e solo il tappo di Raikkonen impedisce all’olandese di infilarsi al 2° posto. Per 18 giri resiste di forza agli assalti di Vettel, con tanto di risposta dura alla Vale dopo l’attacco altrettanto duro alla Stowe. Qui però, il muretto Red Bull combina la frittata: Vettel entra al 18° e senza un minimo di logica fermano Verstappen al 19°, ad undercut completato ed oltretutto con 32 giri da percorrere sulle soft il che provocherà un duplice effetto negativo. Il primo è immediato, Vettel passa, il secondo lo scopriamo alla fine quando scoppiano le gomme Ferrari e allora decidono di fare il pit in sicurezza perdendo così il podio. Se si fossero fermati intorno al 25°-26° giro adesso staremmo analizzando il 6° podio consecutivo della Red Bull.

Discorso diverso per Ricciardo, obbligato come detto a partire dal fondo, Big Smile si lancia subito all’inseguimento e prima dell’ingresso della Safety Car, è già 13°. Alla ripartenza però, nel tentativo di attaccare Grosjean “round the outside” come dicono gli inglesi, viene spinto largo alla Luffield, dovendo così ricominciare daccapo la rimonta. Alla fine arriverà 5°, con una serie infinita di sorpassi, di cui il più bello alla Copse su Magnussen, ma crediamo che senza quell’errore, che di suo è costato circa 5”, ma in totale, con i sorpassi da effettuare di nuovo, ne ha fatti perdere altri 20” almeno. Se prendiamo la classifica finale, il buon Daniel ha finito a 30” dal podio, per farla breve, ci sarebbe arrivato a ridosso. Sicuramente avrebbe finito la gara davanti a Verstappen, il che sarebbe stata l’ennesima dimostrazione di quanto, ad oggi, il pilota di punta a Milton Keynes sia proprio l’australiano dal sorriso smagliante.
Ed attenzione a Budapest, dove ha già vinto…