Red Bull: da favorita a sconfitta

di Ciccio Mariello

Ebbene sì, più anche della Ferrari, la grande sconfitta di Singapore è la Red Bull. Data da tutti per grande favorita sul tracciato cittadino asiatico, il venerdì ha mostrato un ritmo quasi disumano, sia sulla prestazione assoluta che, soprattutto, sul passo gara, dove girava quasi 1” più veloce di tutti. Sembrava davvero essere il weekend perfetto per i torelli ma, già dalla FP3 del sabato, qualcosa è andato storto, è venuta su la rossa che in qualifica ha avuto la meglio sulla coppia Verstappen (sempre il più veloce al sabato) e Ricciardo (grande favorito della vigilia).

La gara poi ha riservato quello che tutti sappiamo, il tremendo botto al via che ha inguaiato Max (negli incidenti, vuoi o non vuoi, di mezzo c’è sempre lui) ed anche Daniel ha avuto uno start a singhiozzo, che da un lato gli ha evitato di finire nell’autoscontro, ma dall’altro gli è costato la prima posizione, a vantaggio di un Hamilton poi diventato imprendibile.

Il motivo? Ormai è ufficiale il problema sul cambio della n.3 di Milton Keynes, ma l’australiano trova la causa principale nella gestione delle gomme, non ai livelli della Mercedes.

Una costante rimane però del GP di Singapore, ovvero che è sempre Ricciardo a portare punti alla squadra, che sul podio sale sempre lui (4° consecutivo, di cui tre piazze d’onore di fila nella città-stato e 7° stagionale) e che dall’altro canto Verstappen porta a casa l’ennesimo zero in classifica, per la 7a volta quest’anno a cui aggiungiamo il misero punticino recuperato a Monza dopo il contatto con Massa al via.

Non voglio colpevolizzare Max per quanto accaduto in curva 1, anzi, prima ancora di arrivare in curva 1; le Ferrari, a mio modesto parere, hanno il grosso delle responsabilità, in particolar modo Vettel che cambia traiettoria (lecito) ma con modi e tempi sbagliati, innescando la carambola. “Poteva, anzi doveva frenare”, non sono d’accordo. Avrebbe sicuramente potuto e pare anche l’abbia fatto (non ho in mano i dati della telemetria, ma trapela che abbia frenato, ndr) ma ormai non c’era più modo per evitare l’impatto. Qualsiasi cosa Verstappen avesse fatto dal momento in cui Vettel decide di tagliare in diagonale la pista (ripetiamo, lecito), avrebbe comunque portato ad un incidente. Analizziamo insieme: sterzare a sinistra, sarebbe finito contro Raikkonen. Sterzare a destra, sarebbe finito contro Vettel. Frenare, avrebbe comunque urtato contro le Ferrari e in caso di inchiodata vera e propria sarebbe stato tamponato da chi arrivava dietro col rischio di coinvolgere ancor più vetture. Andar dritto senza minimamente toccare lo sterzo (a differenza cioè di quanto fatto, con quella lievissima sterzata a sinistra), avrebbe quasi sicuramente fatto decollare Vettel. Insomma da quel sandwich non si poteva uscire interi, ed infatti non si è salvato nessuno…