Red Bull-Honda: il primo incontro è stato positivo

Gli ultimi anni di collaborazione tra Renault e Red Bull possono essere definiti in molti modi, ma sicuramente ‘tranquilli’ è quanto di più lontano ci possa essere dalla realtà.

Le tensioni si sono più volte presentate soprattutto nell’era delle attuali power unit turboibride, era in cui Renault si è dimostrata meno competitiva rispetto al passato. La prima crisi tra Renault e Red Bull, infatti, risale al 2014, quando Vettel definì la sua monoposto ‘un cetriolo, un lentissimo cetriolo’. I rapporti sembrarono precipitare, ma si distesero dopo i primi risultati soddisfacenti e, ormai da quattro anni, Red Bull e Renault vivono questa altalenante collaborazione.

A minare la serenità dell’ambiente è sempre stata la Red Bull, con Marko e Mateschitz che non perdono l’occasione per denigrare il lavoro dei tecnici Renault. Inoltre, la Red Bull vorrebbe essere il primo team motorizzato Renault, ma la formazione da parte di Renault di un team ufficiale, ha messo le due scuderie in competizione. Dopo otto titoli mondiali conquistati tra il 2010 ed il 2013 ed altri quattro anni di risultati altalenanti in cui la Red Bull è sempre riuscita a fare comunque bene, la collaborazione tra il motorista francese ed il team anglo-austriaco sembra ormai giunta al capolinea.

La Red Bull infatti, ha aperto le porte alla Honda, che attualmente sta equipaggiando con le sue power unit la Toro Rosso. I risultati sembrano migliorati rispetto alle stagioni passate, ma l’affidabilità sembra essere ancora il punto debole delle power unit nipponiche.
Tuttavia, nonostante qualche problema di affidabilità, la Honda ha raggiunto proprio grazie alla Toro Rosso il miglior risultato dal rientro in Formula 1. Pierre Gasly, infatti ha ottenuto il quarto posto in Bahrain con la sua Toro Rosso motorizzata Honda.

Come promesso dalla Red Bull, prima di prendere qualunque decisione, sarebbero stati analizzati a fondo i dati della Toro Rosso per capire quanto questo cambiamento avrebbe giovato al team principale finanziato dalla bevanda energetica di Dietrich Mateschitz.
E la Red Bull lo ha fatto: dopo aver visto i dati della Toro Rosso, a Baku c’è stato il primo confronto tra i vertici della Red Bull ed i vertici della Honda. Al tavolo, assieme a Meteschitz, Horner e Marko, c’era Masashi Yamamoto, capo del motorsport Honda.

Al termine dell’incontro, il tecnico giapponese ha spiegato cosa si sono detti Honda e Red Bull durante la riunione: “Abbiamo discusso le condizioni di entrambe le parti. E’ stata la prima discussione ed è stata positiva, credo che entrambi siamo soddisfatti. C’è una buona relazione tra noi. Tuttavia, è la prima volta che abbiamo un incontro ufficiale. È il punto di partenza per un futuro potenzialmente roseo.”

Masashi Yamamoto ha poi proseguito: “Abbiamo l’obbligo di presentare i documenti alla FIA entro il 15 maggio, quindi i tempi sono stretti e dobbiamo sperare che tutto fili liscio. Presenterò ai vertici della Honda le mie impressioni sull’incontro e decideremo sul da farsi. Quando abbiamo deciso di tornare in F1, il piano non era quello di restare con una sola squadra ma lavorare con più team e noi abbiamo grande rispetto verso la Red Bull, quindi non dovrebbero esserci problemi”.

Infine, il tecnico ha spiegato qualche dettaglio sull’eventuale durata dell’accordo: “ Non possiamo fare accordi a lungo termine e con i cambiamenti che arriveranno in Formula 1 dal 2021 non sapremo come si evolveranno le cose. L’accordo sarà al massimo di due stagioni, 2019 e 2020, come è stato per Toro Rosso. Così, al termine del 2020 potremo decidere se continuare insieme o meno”.