Red Bull: le ali le ha sempre e solo Ricciardo

Di Ciccio Mariello

Anche se questo era l’appuntamento di casa, alla Red Bull non credo che facessero tanto affidamento in una pista da 240km/h di media, dove il motore conta parecchio. Eppure, la bevanda più famosa del Mondo, per la prima volta in stagione, ha dimostrato di essere lì con i primi, non ancora per giocarsi la vittoria (salvo casi eccezionali, vedi Baku, ndr) ma per tutto il weekend i tori sono stati lì, con margine di scarto minimo. E poi c’è lui, quello che passa le giornate a sentire che ha il sedile che scotta, che il suo compagno di squadra sarà campione del Mondo e lui non potrà far altro che fungere da spalla, che è un pugile suonato che le prende tutti i weekend, ecc ecc ecc.

Peccato che poi si va a guardare la classifica piloti e scopri che è 4°, ha 24 punti più di Raikkonen che guida un missile a confronto, che ha già vinto un Gran Premio ed è l’unico che non guidi una Ferrari o una Mercedes ad averlo fatto, e che sono cinque gare di fila che sale sul podio.

Parliamo ovviamente di Daniel Ricciardo, che al Red Bull Ring intanto si è tolto la soddisfazione di stare davanti a Verstappen già dal sabato e, sfruttando la penalità di Hamilton, è partito in seconda fila. Quando si sono spente le luci, escluso un disumano Bottas, lo sprint migliore l’ha avuto lui, anche se bloccato dalla coppia Ferrari, ma in curva 3 ha avuto ragione di una delle due monoposto di Maranello, prendendosi un 3° posto che non ha più lasciato fino al termine della gara, quando Lewis Hamilton ci ha provato, ma né DRS né il motore Mercedes hanno potuto far nulla contro la staccata in difesa di big smile che continua a portare a casa risultati di prestigio, in barba a chi lo vede come un simpatico personaggio del paddock che però passa di là per caso.

E il fenomeno? Max Verstappen? Continua a pagare colpe non sue, anche se l’etichetta di “Versbatten” ormai non gliela toglie più nessuno. Siamo già a cinque ritiri stagionali, tre per noie meccaniche, di cui quelle in Canada ed a Baku lo hanno privato di un grande risultato, e due al via. Se a Barcellona è stato colpito di carambola dopo un ottimo avvio, altrettanto non si può dire in Austria, dove è rimasto piantato sui blocchi, risucchiato a centro gruppo e finito vittima incolpevole di Alonso, a sua volta vittima incolpevole di Kvyat, uno che pare si diverta a tamponare gli altri al via, un po’ come faccio io alla Playstation, ma spero non vi sfugga la differenza.

Caro Max, io non sono tra quelli che ti detestano solo perché tutti ti hanno già eletto campione del Mondo, io credo che tu sia bravo e riconosco quando le cose vanno male non per causa tua… Però, visto che quest’anno va così, non ci mettere del tuo, schiaccia sta frizione e parti, altrimenti poi arriva Kvyat e ti scambia per un birillo del bowling…