Red Bull non ti capisco

Una terra ignota e sconosciuta; un paesaggio criptico dove si fatica a distinguere la vegetazione dai corsi d’acqua. Queste sono le sembianze che assume la Red Bull, al termine di un’ennesima prova indecifrabile.

Ancora una volta siamo di fronte ad un venerdì da leoni, a delle qualifiche anonime, ad un avvio di gara scialbo ed una fine da leoni, con tanto di podio (Verstappen) e super giro veloce (Ricciardo). Davvero non riesco a spiegarmi il perché di quest’altalena.

Poca benzina nella simulazione di long run al venerdì? Possibile…

Bottone magico in qualifica ancora non all’altezza delle rivali? Questa mi pare l’unica certezza…

Problemi nella gestione delle componenti power unit (soprattutto parte ibrida) e di consumo carburante? A Baku è stato così…

Impossibilità di sfruttare gli pneumatici col carico di benzina? E’ un’ipotesi…

Al netto di tutto ciò, dopo il botto azero, stavolta Verstappen riesce, nella pista che lo ha consacrato vincitore per la prima volta due anni fa, a centrare di nuovo il podio (dopo aver centrato Sirotkin durante la VSC, ndr) impartendo una dura lezione al proprio compagno di squadra, per una volta apparso in crisi.

Verstappen ha rischiato di rimanere appiedato anche a Barcellona, ma alla fine ha portato a casa il primo podio stagionale – LAT Images

E se anche Ricciardo sbaglia…

Quello che fin qui era sembrato una vittima del suo stesso team, stavolta ci mette del suo. in qualifica finisce dietro il compagno di squadra per soli 0″003. Un’inezia direte voi, sì, ma quell’inezia poi costa quanto accaduto al via, con Max che in uscita da curva 2 quasi lo mette nell’erba ed è costretto ad alzare il piede. Che Verstappen possa bellamente sbattere fuori il compagno di squadra ormai è acclarato, certo l’ideale sarebbe star davanti onde evitare. Invece sia a Baku che a Barcellona ciò non è successo.

Ma non è questo l’unico problema avuto da Ricciardo in gara. Credo non vi sia sfuggito che, prima del pit stop, l’italo-australiano viaggasse con un distacco medio di 2-3″ dall’olandese. Improvvisamente, dopo il pit, i secondi sono diventati 7 per finire, dopo la VSC a 20″. Com’è possibile che, in una fase di gara in cui i distacchi dovrebbero essere congelati, improvvisamente un pilota si prende più di 10″ da chi lo precede? Colpa di eventuali doppiaggi capitati nel punto in cui non si poteva sorpassare? Possono spiegare un paio di secondi, certo non 10.

La risposta ce la dà direttamente l’account twitter ufficiale della Formula 1 che ci svela un segreto che in TV non si è visto:

Il buon big smile, in quella che una volta era la Caixa, oggi anonimamente ribattezzata curva 10 e 11, ha fatto un testacoda. Ed è pure stato fortunato nel non finire a muro. Questo spiega il perché del ritardo pazzesco accumulato ed è l’emblema di una prestazione anonima, un po’ come quella di tutto il team Red Bull…