Red Bull: stavolta a Max spezzano le ali…

di Ciccio Mariello

Il gran premio d’Ungheria rappresentava una tappa molto importante per i torelli austriaci, vuoi per il cospicuo pacchetto di aggiornamenti aerodinamici presentati in terra magiara, vuoi perché la conformazione del tracciato stesso sembra cucito su misura per le vetture di Adrian Newey.

Ed in effetti al venerdì Daniel Ricciardo (vincitore qui già nel 2014 e terzo nel 2015 e 2016, ndr) è stato il più veloce sia al mattino nella FP1 che al pomeriggio nella FP2 stampando un 1:18.355 che sembrava un tempo inavvicinabile per gli altri e, soprattutto, un passo gara impressionante, circa 0”6 più veloce di tutta la concorrenza. Al sabato le cose sono cambiate, con una Ferrari che ha ingranato la marcia ed ha messo dietro la Red Bull che peraltro ha visto proprio la vettura dell’australiano ferma sulla pista per un problema al cambio, così come successo a Silverstone anche se questa volta non si è resa necessaria la sostituzione.

La qualifica ha visto, invece, un Max Verstappen decisamente in palla, tanto da avvicinarsi a soli 0”022 da Vettel in Q1 e piazzarsi davanti al compagno di squadra in Q3 con un ottimo 5° tempo, malgrado lui montasse ancora il vecchio telaio.

Ma domenica tutti i sogni di gloria sono andati in frantumi alla curva 2; sono partite benissimo le monoposto austriache, Max all’esterno quasi infila Raikkonen, Daniel all’interno esce fortissimo da curva 1 ed affianca le due Mercedes, ma alla seconda staccata, Max va clamorosamente lungo, blocca l’anteriore e cilindra il compagno di squadra (che aveva lasciato lo spazio all’interno, ndr) distruggendogli il radiatore, provocando dunque una perdita d’acqua che ha mandato in testacoda la vettura in curva 3, col rischio peraltro di essere colpito da un’altra vettura. Per fortuna nessuno si è fatto male, ma la gara della Red Bull è finita lì. Ricciardo fuori e Verstappen penalizzato di 10”.

Se consideriamo che alla fine, nonostante la penalità, Verstappen è arrivato a 13”3 dalla Ferrari, ma soprattutto girava 1”5 più forte di tutti al cambio gomme, immaginatevi cosa sarebbe potuto succedere senza penalità, con due vetture, con la possibilità di fare magari undercut con una delle due e soprattutto con quel ritmo indiavolato, che difficilmente Raikkonen avrebbe potuto reggere.

Sì, è vero, all’Hungaroring è difficile sorpassare, ma andate a vedere le gare degli ultimi anni; ha vinto sempre, o quasi, chi ha messo le gomme per ultimo, avendo un ritmo talmente più veloce che gli altri dovevano arrendersi. Il punto è, se giri 0”5 più veloce di quello davanti, non riesci a passarlo, come si è visto con Hamilton, ma se vai 1”5 più forte…

Insomma, caro Max, stavolta hai buttato dalla finestra la chance per te e anche per il tuo compagno di squadra e ti vogliamo lasciare con il team radio proprio di big smile: “E’ stato chi penso io?”