Red Bull: i tori vanno K.O. in Texas

di Ciccio Mariello

Nella terra dei cowboy, i torelli austriaci vanno incontro alla beffa delle beffe in un gran premio nato male e finito peggio. Le cose si complicano già prima della domenica quando si rende necessario l’intervento sulla monoposto di Verstappen, sulla power unit più precisamente, il che costa al talento olandese un grid drop di 15 posizioni. Max in qualifica fa quel che può ma non riesce a far meglio del 16° posto, piazzola da cui sarà costretto ad una rimonta difficile. L’impresa riesce e lo porta fin sul podio, se non fosse che il sorpasso su Raikkonen nel lungo e caratteristico curvone a destra in stile Istanbul, è avvenuto tagliando sulla fascia rossa, cosa che il regolamento non prevede e per questo la monoposto n.33 viene penalizzata di 5”.

La vicenda è complicata; perché certe manovre talvolta sono tollerate, altre no.

La mia personale idea è che ogni centimetro del tracciato sia buono e sfruttabile, anche perché passar fuori comporta dei rischi (asfalto non gommato, cordoli, sconnessioni, ecc.) però al tempo stesso è la prima volta che capita di un taglio all’interno, di solito si trattava di passaggi all’esterno, ovvero sfruttare la via di fuga asfaltata per allargare il raggio della curva e percorrerla più velocemente.

Dunque, filosoficamente parlando, sono contrario alla penalità; al tempo stesso però, se c’è la regola, è giusto applicarla. Però andava applicata anche nei confronti di Bottas, nel momento in cui va largo in curva 1 per resistere a Ricciardo. Credo che anche in quel caso la dicitura “leaving the track gaining an advantage” ovvero “esce di pista ottenendone un vantaggio”, fosse corretta. Che poi è lo stesso motivo per cui fu penalizzato sempre Verstappen nel convulso finale del Gp del Messico un anno fa, quando Max, per resistere a Vettel, ha tagliato la curva 1. Anche in quel caso il pilota che è uscito di pista era davanti e si stava difendendo, ma in quel caso Vettel non lo aveva mai scavalcato, qui l’aggravante sta nel fatto che Ricciardo per una frazione di secondo ha sopravanzato Bottas che poi, sfruttando la via di fuga asfaltata e la potenza del motore Mercedes, in accelerazione è tornato davanti. Dunque, o nessuna delle due manovre va penalizzata o vanno entrambe lasciate correre.

A proposito di Ricciardo, Big Smile ha dovuto alzare bandiera bianca, cosa che non accadeva dal gp d’Ungheria e ha buttato via una gara ottima e con una strategia che l’avrebbe potuto portare anche al secondo posto. Il motore ha ceduto due giri dopo il pit stop, dove era rientrato per montare le supersoft (tutti gli altri al pit monteranno le soft) e, verosimilmente, si sarebbe fermato una seconda volta per montare un altro treno di supersoft o addirittura ultrasoft. Se contiamo che Vettel, 2° ha fatto US-S-SS, si può pensare che Ricciardo, che stava girando fortissimo con le gomme nuove, poteva finir davanti alla Ferrari e forse, se avessero penalizzato Bottas, avrebbe potuto lottare fin da subito con i primi, invece di accumulare un ritardo che ha reso Hamilton imprendibile. E chissà, magari senza il tappo di Bottas, il motore Renault sarebbe durato fino alla fine…