Red Bull, Verstappen bussa il primo colpo

Max Verstappen RedBull

Il Gp Austria era quello di casa per la Red Bull eppure il tracciato dello Spielberg ha sempre rappresentato grossi problemi ai torelli che, su una pista dove il propulsore conta e non poco, hanno sempre sofferto il ritardo della Renault rispetto a Mercedes e Ferrari. Questo fino a domenica, dove un finalmente concreto Max Verstappen si è issato sul gradino più alto del podio al termine di una gara corsa con grande maturità, da veterano assoluto, dando conferma di un assunto che ormai può diventare quasi un sillogismo di aristotelica memoria: se le frecce d’argento van fuori, vince Max.

Infatti era da Barcellona 2016 che ciò non accadeva e chi vinse lì? Sempre Max, peraltro al suo esordio in Red Bull. Una vittoria che lo consacrò nell’Olimpo dei predestinati. La vittora al Red Bull Ring, invece, ha un significato diverso. E’ il culmine di un cambio di passo, dopo un inizio di stagione a baciare i muri, l’olandesino ha messo in fila un 3° posto in Canada, un 2° in Francia ed ora il successo in Austria. Se Verstappen è questo qui, quello costante, quello preciso in qualifica, quello che sta fuori dai guai al via, quello che sa gestire le gomme, quello che non si scompone e va via come un treno, allora siamo tutti d’accordo. L’importante è che a Silverstone e in tutti i prossimi Gran Premi, non rimetta in macchina il suo fratello gemello, quello che vuole tirare testate ai giornalisti e che invece di testa finisce solo a muro.

Ricciardo, festa rovinata

Ma, come sappiamo, la vera patata bollente in casa Red Bull si chiama Daniel Ricciardo. Nel giorno del suo 29° compleanno il team dapprima gli ha proposto il rinnovo, poi è stato costretto al ritiro al termine di una gara tormentata. E qua inizia un bel ragionamento da fare circa la monoposto n.3.

E’ dal 30° giro del Gp di Monaco che la PU Tag Heuer (Renault, ndr) è andata arrosto. Essendo ormai arrivato al limite e temendo di andare in penalità, il team ha deciso di provare a salvarla, facendo una sorta di ricondizionamento come si fa con gli smartphone il che ha permesso all’italo-australiano di evitare l’arretramento di 10 o più posizioni sulla griglia di Montreal. Questo però cosa ha comportato? Parecchi problemi; in primis non ha potuto montare l’evoluzione portata da Renault in Canada che, per quanto sia accreditata di soli 0”2 di vantaggio rispetto alla precedente, è pur sempre un qualcosa in più. Inoltre, avere una PU riparata ma sempre con molti km percorsi sulle spalle, inevitabilmente obbliga Big Smile a girare con potenza ridotta e ciò è successo per ben tre gran premi. Tanto è vero che non credo sia casuale il fatto che solo lui abbia sofferto di blistering a differenza del compagno di squadra. Voi mi direte, cosa c’entra il motore con il consumo gomme, a prescindere che entra in ballo sulla trazione (e abbiamo visto che il problema era soprattutto al posteriore) ma soprattutto, avendo meno potenza, per resistere alle Ferrari, molto probabilmente ha dovuto chiedere di più alle coperture, distruggendole.

Il ritiro poi è solo una logica conseguenza, anche se non è ancora ben chiaro cosa si sia rotto, ma qualsiasi cosa sia andata in fumo, è il sintomo di un motore che ormai è arrivato alla frutta, è stato tirato per il collo per durare il più possibile, ma alla fine ha presentato il conto. Io credo che sarebbe stato meglio mandare in penalità Ricciardo già in Canada e montargli il motore evoluto nuovo di zecca, tanto con i lunghi rettilinei del Gilles Villeneuve e le alte probabilità di una Safety Car avrebbero permesso una rimonta tranquilla almeno nei primi 6. Non è stato fatto e si è lasciato correre il pilota per altri due gran premi con questa evidente difficoltà, con il risultato di buttare via un podio già fatto e finito in Francia e una doppietta in casa, in Austria, davanti a tutta la nomenclatura Red Bull. Ora, ci auguriamo che almeno a Silverstone venga finalmente montata la nuova PU anche se la rimonta sarà più dura su quel tracciato, anche se Daniel già lo scorso anno trovò un meraviglioso 5° posto al termine di una rimonta spettacolare dopo la penalità. Vedremo se sarà questa la strada, oppure se insisteranno a far correre il proprio pilota con un motore cotto e bollito e aver pure il coraggio di dire che Verstappen va più forte. E grazie…