Rinascere dalle proprie ceneri: Seb, guarda Nico!

La situazione attuale di Sebastian Vettel è simile, sotto molti aspetti, a quella in cui si è trovato Nico Rosberg nel 2015.

25 Ottobre 2015, Lewis Hamilton vince il Gran Premio degli Stati Uniti d’America e si laurea matematicamente Campione del Mondo al termine di una stagione completamente dominata.
A differenza dell’anno precedente infatti, il compagno di squadra Nico Rosberg non riesce a dare filo da torcere all’amico-rivale.

27 Novembre 2016, Lewis Hamilton vince il Gran Premio di Abu Dhabi ma Nico Rosberg, grazie al secondo posto, si laurea matematicamente Campione del Mondo al termine di una stagione in cui, a differenza del rivale, non sbaglia nulla. Quanti ci avrebbero scommesso dopo la stagione precedente?

Partiamo da qui per analizzare, da un punto di vista differente, il momento di Sebastian Vettel.
Certo, mentre Rosberg nel 2015 aveva la macchina migliore in griglia, lo stesso non si può dire per la Ferrari del 2018. Infatti, per quanto la SF71-H si sia dimostrata leader in molti gran premi quest’anno la Mercedes è sempre stata lì con lei staccata di pochi decimi.
Nico invece nella stagione 2015 non doveva preoccuparsi di nessuno se non della vettura gemella.

Tuttavia le analogie tra le due condizioni sono molte, una su tutte il fatto che sia per Seb che per Nico il titolo è sfuggito per colpa di errori commessi quando invece c’era bisogno di essere perfetti.
Per Rosberg ricordiamo, oltre alle gare (troppe) in cui non è riuscito a dar fastidio ad Hamilton, i seguenti episodi:
Ungheria, Hamilton sesto e Rosberg solo ottavo al traguardo a seguito di un contatto con la Red Bull di Ricciardo;
Giappone, Rosberg parte dalla pole ma si fa infilare da Hamilton alla partenza non riuscendo più a sorpassarlo;
Stati Uniti, ancora una volta Lewis passa Nico allo start che scivola addirittura in quarta posizione. Riesce a riprendere la testa della corsa ma la perde nuovamente a pochi giri dalla fine consegnando definitivamente il titolo ad Hamilton;
La svolta per Nico arriva, paradossalmente, dopo la sconfitta matematica; il tedesco infila una serie di quattro vittorie consecutive fino al termine dell’anno che saranno il trampolino di lancio per lo strepitoso inizio di stagione del 2016 che lo proietterà subito in fuga nel Mondiale.

Per quanto riguarda il Vettel del 2018 gli episodi controversi sono tanti ma gli errori più pesanti sono sicuramente:
Azerbaijian, nelle ultime concitate fasi di gara dopo la ripartenza da una Safety Car Vettel prova subito ad attaccare Bottas frenando tardissimo in curva 1. Per non finire contro le barriere è costretto a un bloccaggio che danneggia gli pneumatici e lo relegano alla quarta posizione finale con Hamilton primo al termine di un weekend che era stato ampiamente dominato.
Francia, partito terzo dietro alle due Mercedes Vettel prova un attacco su Bottas alla prima curva. Ancora una volta il tedesco calcola male la frenata e c’entra in pieno il finlandese facendolo girare e rimediandosi una penalità. Sul traguardo Vettel è quinto mentre Hamilton ancora una volta chiude in testa la gara.
Germania, pole in qualifica, la gara sembra filare liscia fino a quando una leggera pioggia non inumidisce la pista. Rimangono tutti in pista con le gomme slick, Vettel arriva leggermente lungo all’ingresso del Motodrom e finisce la sua corsa nella ghiaia al termine di un altro fine settimana dominato. A vincere è ancora una volta, incredibilmente, Hamilton partito quattordicesimo per problemi tecnici in qualifica.
Italia, prima fila tutta Rossa e sembra tutto pronto per una festa che i Tifosi aspettavano da tanto tempo. Il dramma sportivo si consuma però alla Roggia: Raikkonen, primo, si mette al centro per permettere a Vettel, sotto attacco da parte di Hamilton, di scegliere la traiettoria per difendersi. Seb si prende l’interno, Hamilton stacca tardissimo all’esterno e si trova in favore di traiettoria per la curva successiva. A questo punto Vettel, invece di alzare il piede e riprovare l’attacco più avanti, prova a chiudere disperatamente l’inglese e i due arrivano al contatto. Mentre l’inglese non riporta danni, ed anzi va a vincere la gara, Vettel si gira ed è costretto a una rimonta dal fondo che si concluderà in quarta posizione.

Mettiamo le mani avanti, non c’è mai un solo colpevole o un solo motivo per il quale si perde un Mondiale ma sicuramente in questa stagione Vettel (così come Rosberg nel 2015) ha commesso diversi errori che alla fine si traducono in tanti punti in meno in Classifica.
Ora Sebastian deve essere un leone ferito così come lo fu Nico nel 2015, il quale, dopo un inverno passato a lavorare sulla testa più che sul fisico e sullo stile di guida, mise in pista la perfezione nel 2016 arrivando a coronare il suo sogno.
Una soddisfazione tale che subito dopo Rosberg, spiazzando tutti, annunciò il ritiro dalle corse perché la sfida con Hamilton gli aveva prosciugato tutte le energie, fisiche e mentali.

Adesso in Ferrari non è il tempo delle rivoluzioni, perché la base tecnica c’è, ora è tempo di analizzare lucidamente tutti gli errori che sono stati commessi in questa stagione.
Per Vettel invece bisognerà lavorare sulla testa perché per battere uno dei piloti più forti della storia della Formula 1 l’unica arma può essere la perfezione.
Allora vai Seb, stringi la mano al rivale, fagli i complimenti, poi però pensa a come ti senti, a tutti quelli che ti attaccano, che ti giudicano inadatto alla Ferrari.
Trasforma tutta questa negatività in energia positiva per il prossimo anno, d’altronde è stata proprio questa la formula magica di Nico Rosberg!