Toro Rosso, e se per Hartley fosse più di una gara?

Solo la settimana scorsa, non appena la Toro Rosso ha accordato a Gasly la possibilità di partecipare al round finale della Super Formula, è stato annunciato Brandon Hartley come pilota della Toro Rosso per il Gran Premio di Austin.

Il vincitore dell’edizione 2017 della 24 Ore di Le Mans e Campione del Mondo Endurance nel 2015, che correrà con il numero 39 il Gran Premio di Austin, potrebbe però fermarsi in Formula 1 per qualche weekend in più. Il neozelandese ha infatti affermato di aver chiamato Helmut Marko diversi mesi fa, quando ha appreso del ritiro di Porsche dal Mondiale Endurance e Marko non si era più fatto sentire prima di mercoledì scorso.

Il neozelandese ha dichiarato al New Zeland Harald: “Non avevo realmente capito che Porsche stava per ritirarsi dal campionato mondiale endurance. Quando hanno comunicato che avrebbero concluso il loro programma in LMP1, ho iniziato a cercare delle alternative per il prossimo anno. Ho fatto una telefonata ad Helmut Marko della Red Bull e gli ho detto che se c’era l’opportunità di correre in Formula 1, in quel momento mi sentivo pronto più di quanto non lo fossi stato otto anni fa. Ha ricevuto il mio messaggio, ma non ebbi più sue notizie per circa due o tre mesi. La sua chiamata della scorsa settimana per sostituire Pierre Gasly ad Austin mia ha sorpreso. Ma a volte, nella vita, ci sono anche delle sorprese piacevoli!”

C’è inoltre da considerare che la Toro Rosso aveva contattato Josef Newgarden per la gara americana, ma il vincitore della Indycar non ha potuto provare il brivido della Formula 1 a causa del contratto strettissimo che lo vincola al Team Penske. Visto il rifiuto del pilota americano, Brendon è arrivato prepotentemente in cima alla lista dei papabili. E non si è fatto sfuggire l’occasione di correre in Formula 1 e di far vedere alla Red Bull cosa si è persa.

Otto anni fa, infatti, il neozelandese Brandon Hartley era stato escluso dal programma giovani piloti della Red Bull in favore di Daniel Ricciardo, che riusciva ad esprimere prestazioni nettamente superiori. Marko decise quindi di escluderlo, tentando di ingaggiare altri giovani. Attualmente, la ‘crisi’ del vivaio Red Bull, da cui Brendon era stato escluso otto anni fa, potrebbe essere la sua ancora di salvezza. Salvo un re-ingaggio di Kvyat infatti, proprio Hartley sarebbe destinato a fare coppia con Gasly in Toro Rosso fino a fine stagione. L’uscita anticipata di Sainz ha infatti automaticamente liberato un sedile, che potrebbe andare proprio al neozelandese.

Se si trattasse di un altro team non crederemmo a questa ipotesi nemmeno per un momento, ma visto che parliamo della Red Bull, Hartley titolare fino a fine stagione non è per nulla una visione utopistica delle cose. Inoltre, alcune insistenti voci di corridoio del paddock, lo vogliono al volante della Toro Rosso fino alla fine della stagione 2017. Proprio il ‘vizio’ della Red Bull di non avere gerarchie tra giovani piloti per l’arrivo in Formula 1 potrebbe aprire le porte della massima serie automobilistica a ruote scoperte ad un talento cristallino che conosce solo chi segue il Mondiale Endurance. Brendon conosce il tracciato ed è abituato a vetture con queste prestazioni, quindi il cronometro potrebbe darci subito un giudizio davvero positivo per il neozelandese.

Ricordiamo che qualche anno fa anche un altro grande pilota del WEC ebbe l’occasione di correre in Formula 1 e fu Andrè Lotterer, attualmente impegnato con la Porsche nel Campionato Mondiale Endurance. Il tedesco disputò il weekend di SPA al volante della Caterham ed in gara fu costretto a ritirarsi dopo appena due giri. Proprio domenica, alla 6 Ore del Fuji, Lotterer ha preceduto Hartley sul traguardo. I due si conoscono già da quando correvano per colori diversi (Lotterer ha contribuito a fare la storia di Audi nel WEC fino alla passata stagione) e Hartley è stato uno dei pochissimi in grado di battere Lotterer in diverse circostanze.

Deciso nel corpo a corpo, costante e veloce, gli ingredienti per vedere un altro talento ‘ritardatario’ arrivare in Formula 1 ci sono tutti.