Una vita da mediano

Francesco Bafaro

Così recita il titolo di una famosa canzone di Luciano Ligabue, dedicata a uno dei ruoli più “infami” nel calcio. Perché il mediano è quello che fatica più di tutti in campo ma è anche quello meno appariscente, quello che raramente si prende la copertina dei giornali il lunedì mattina.

Non siamo impazziti, Tuttomotorsport non ha intenzione di cambiare area di competenza, semplicemente il pilota di cui stiamo per parlare, fra l’altro grande appassionato di calcio, da bravo brasiliano, si sposa perfettamente a questa definizione.

Stiamo parlando di Felipe Massa, che sabato ha annunciato il suo ritiro (stavolta, si presume, definitivo) dalla Formula 1, ma non dalle corse: cercherà fortuna altrove il ragazzo di San Paolo, la stessa fortuna che più volte durante la sua carriera nella massima categoria gli ha voltato le spalle.

Già l’anno scorso Massa aveva annunciato il ritiro, salvo poi tornare sui suoi passi in seguito al terremoto seguito al ritiro di Rosberg, e come l’anno scorso Felipe è stato un po’ costretto a dire basta: nonostante in Williams sia stato un punto di riferimento per la ricostruzione della gloriosa scuderia inglese, la carta d’identità ha spinto Claire Williams a mettere lui da parte nel momento in cui c’era da fare una scelta.

L’anno scorso, al fianco del debuttante Stroll, venne preferito Bottas (che poi sarebbe passato in Mercedes) mentre quest’anno non si sa ancora chi ci sarà ad affiancare il giovane canadese ma, a questo punto, la corsa sembra essere fra Kyvat e Kubica.

 

Rimangono quindi due gare alla conclusione di una delle carriere più lunghe nella storia della Formula 1con 270 GP disputati, 11 vittorie, 41 podi e 16 pole position.    Un palmarès di tutto rispetto a cui manca solo un titolo mondiale che Felipe, per quanto mostrato in pista in questi anni, avrebbe sicuramente meritato e che ha assaporato per pochi secondi il 2 Novembre del 2008 sulla pista di casa di Interlagos.         La stagione 2008 rappresenta sicuramente il punto più alto della carriera di Massa, anno in cui ha combattuto contro la McLaren di Lewis Hamilton fino all’ultima curva sfiorando un titolo mondiale che sarebbe stato storico per il Brasile e per la Formula 1. Felipe era arrivato in Formula 1 già come pilota Ferrari e grande scommessa di Maranello per il dopo-Schumacher, corre i primi anni con la Sauber mostrandosi molto costante e degno delle attenzioni che la Rossa gli aveva riservato.

Il 2006 è l’anno della svolta: Massa viene chiamato a Maranello al posto del connazionale Barrichello e al fianco della leggenda Michael Schumacher, al suo ultimo anno con la Ferrari; è un anno in cui Felipe, nonostante sia chiaramente la seconda guida ottiene due vittorie (speciale quella nella sua Interlagos) e numerosi podi caricandosi la squadra sulle spalle in vista della stagione successiva, la prima senza il Kaiser.

Il 2007 però non va come Massa avrebbe desiderato, nonostante non sfiguri mai nel confronto con il nuovo compagno Raikkonen, si trova nel finale di stagione, classifiche alla mano, a dover fare da scudiero al finlandese: gli cede la vittoria a San Paolo e Kimi diventa Campione del Mondo al suo primo anno in Ferrari. L’anno successivo Felipe si riscopre capitano e corre un mondiale straordinario con pochissimi errori e tanti lampi di talento puro, ricordiamo la partenza di Budapest o il doppio sorpasso al tornantino di Montreal.

Purtroppo però paga molti errori della squadra e problemi tecnici, basta citare l’Ungheria con la rottura del motore o Singapore in cui la squadra lo fa ripartire dal pit stop con il bocchettone del carburante ancora attaccato, e nonostante una straordinaria cavalcata nell’ultima gara di Interlagos viene battuto dal rivale Hamilton.

Il 2009 è l’anno più buio, durante le qualifiche di Budapest viene colpito in testa da una molla persa dalla Brawn Gp di Barrichello: si teme il peggio ma Felipe si riprende ed è pronto a tornare in pista nella stagione successiva.

Purtroppo però trova in Ferrari un nuovo compagno di squadra che, dal 2010 al 2013, lo annienta nel confronto interno: Fernando Alonso. In questo quadriennio Massa assume definitivamente il ruolo di scudiero e diventa la prima vittima del processo di rinnovamento della Ferrari che porterà all’allontanamento negli anni successivi di Domenicali, lo stesso Alonso e alla fine anche del presidente Montezemolo.

L’approdo in Williams gli fa bene, ritrova velocità e motivazioni ma anche qui è lui che si sbatte per la squadra ma sono altri a cogliere i podi e i risultati eclatanti: alla fine del 2014 per Felipe arriveranno comunque una pole position e una serie di podi nella fase finale di stagione quando la sfortuna sembra lasciargli un po’ di tregua.

Negli anni seguenti le prestazioni della Williams iniziano a scemare ma il brasiliano è sempre lì a lottare per ogni posizione con la stessa grinta ed è proprio per questo che Massa risulta uno dei piloti più amati del Circus, aldilà del tifo.

Felipe è uno che quando cala la visiera ce la mette tutta, anche quando la macchina non va, anche se sa che il risultato della corsa è scontato, e questo i tifosi lo riconoscono e lo apprezzano. D’altronde Monza gli ha regalato le più belle manifestazioni d’affetto quando non aveva più la tuta rossa addosso, nel 2014 e 2015.

Ecco allora che ci sono mediani che possono diventare bomber, non per i freddi numeri ma per il cuore dei tifosi che grideranno il loro nome e li applaudiranno quando sarà tempo di uscire dal campo, con l’amaro in bocca per non esser riusciti a segnare ma con il cuore gonfio dalla gioia per veder riconosciuto il proprio impegno e il proprio amore per la squadra.

OBRIGADO FELIPE!