Vettel, una penalità ed un “Fancu*o” che può costare caro

Come un mio grande amico giornalista mi ha insegnato: “Per raccontare bene una storia, devi partire dall’inizio”.
E io faccio così, quindi in questo post troverete di tutto: team radio, immagini, video ed interviste.
Mi sono preso la libertà di scrivere solo oggi per rivedere la gara, spulciare i comunicati stampa della FIA e capire cosa sia successo.

Il mio inizio è al giro 69, quando Sebastian Vettel, in preda ad una “doppia preoccupazione” dovuta sia al pilota davanti che a quello dietro, tenta di attaccare il giovane Max Verstappen con una staccata furiosa, portandolo all’errore. A questo punto, avviene l’episodio che ha creato il caos: Verstappen stacca selvaggiamente, ma i suoi pneumatici, ormai a fine vita, si bloccano, costringendo Max a tagliare la curva e rientrare in pista di nuovo davanti a Vettel, ma con un vantaggio visibilmente aumentato.

Arrivabene dice subito a Vettel che la posizione gli verrà restituita e subito parte il team radio di Gianpiero Lambiase (ingegnere di pista di Verstappen): “Dagli la posizione!”
Fin qui tutto bene, ma le cose degenereranno in una manciata di secondi. C’è stato, infatti, un team radio che è sfuggito alla regia internazionale. Christian Horner, team principal della Red Bull, comunica subito a Verstappen: “Non dare la posizione. Aspetta! La direzione gara ci dirà cosa fare!”

Inizia il settantesimo, e penultimo, giro del GP del Messico e Ricciardo è ormai pericolosamente vicino a Vettel. A questo punto Vettel si infuria e accende la trasmissione radio. Di tutto il messaggio, evidentemente pieno di improperi, l’unica parte che possiamo sentire è: “Spostati! Spostati per un ca**o di motivo! E’ (riferito a Verstappen) un ****** (un bip lunghissimo che non ci permette di capire quale sia stato l’insulto), ecco quello che è! Ho visto solo io o state vedendo anche voi? Mi sta facendo prendere da Ricciardo!”

L’australiano attacca e Vettel, praticamente in mezzo alle due Red Bull, si difende come meglio può, arrivando anche al contatto con Ricciardo e conservando il quarto posto in pista. A questo punto Vettel apre una nuova comunicazione, quella che potrebbe costare davvero molto cara al tedesco, chiedendo informazioni sulla posizione che Verstappen doveva restituire.

La comunicazione tra Vettel e Riccardo Adami, suo ingegnere di pista, è la seguente:
Sebastian: “Così finirò per colpire qualcuno! Penso di aver forato la posteriore sinistra”
Adami: “Le gomme sono ok, le gomme sono ok”
Vettel: “Ha tagliato la chicane, deve darmi la posizione. Fine della storia”
Adami: “Charlie ha detto…Charlie ha detto di no”
Vettel: “Ecco un messaggio per Charlie: fanculo! Onestamente, fanculo!”
A questo punto interviene il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene: “Seb! Seb! Calmati! Loro sono sotto investigazione. Sappiamo che non è giusto, ma concentrati. Ne riparliamo dopo.”
Vettel: “Ok, capito Maurizio”

Il tentativo di sorpasso di Ricciardo su Vettel

Il tentativo di sorpasso di Ricciardo su Vettel

Vettel riesce a tenersi dietro Ricciardo fino al termine della gara e, subito dopo aver superato il traguardo, affianca Verstappen ed inizia a gesticolare con lui.

A questo punto Arrivabene apre subito una comunicazione con Vettel: “Basta! Tieni le mani basse! Dopo ne riparliamo!”

I piloti arrivano nel pre-podio e a Verstappen viene comunicata la penalità. Si lamenta di una penalità assurda, ma gli stewards lo invitano ad abbandonare l’area del podio. Vettel, dopo un abbraccio con Arrivabene, arriva scortato dal responsabile comunicazione della FIA, e festeggia il podio come una vittoria.

Sembra tutto finito ma Ricciardo si lamenta con i giornalisti: “Abbiamo sempre criticato le manovre rudi di Verstappen e oggi Vettel ha fatto uguale con me”. 
Dopo qualche minuto arriva la comunicazione che la FIA ha messo under investigation l’accaduto.
Servono tre ore e l’intervento del Consiglio Mondiale per penalizzare Vettel. E proprio l’intervento del consiglio mondiale rende inappellabile questa penalità.

Le cose, però, non sono ancora finite. Vettel ha fatto un errore banale, forse stupido. E’ stato come un calciatore che manda a quel paese l’arbitro. Seb ha mandato a quel paese il direttore di gara, e Charlie Whiting è “protetto” dal regolamento, che prevede sanzioni nel momento in cui si verificano queste condizioni
Art. 12.1.1c: Qualsiasi condotta fraudolenta o qualsiasi atto che pregiudica l’interesse di una competizione o del motorsport in generale.
Art. 12.1.1f: Ogni parola, atto o scritto che può causare lesioni morali o mancanza di rispetto alla FIA, i suoi organi, i suoi membri ed i suoi dirigenti.

Mentre Horner si augura che Vettel venga penalizzato, Ricciardo corre in aiuto del suo ex compagno: “Nella concitazione della gara è facile premere quel pulsante radio e tirare fuori una vagonata di cose, ma sappiamo tutti quanti che le nostre parole possono andare in onda. Credetemi, in alcune circostanze vorrei dire due volte tanto, ma dico quelle cose a me stesso e solo dopo premo il pulsante della radio. Credo che sia ovviamente un pò frustrato per come sia andata la stagione. Probabilmente pensavano di avere la possibilità di giocarsela con la Mercedes ma non è andata così. Lo abbiamo già visto rammaricarsi in passato, ma quest’episodio probabilmente è stato qualcosa di più insolito. Da una parte occorre valutare che le cose sono state dette a caldo, bisogna essere un pò indulgenti su questo. Ma se il tuo istinto è di premere il pulsante radio e cominciare a far sgorgare tutte quelle cose, bisogna essere un pò più cauti su quello. Non c’è bisogno di farlo sapere a tutti, puoi imprecare all’interno del tuo casco e poi parlare in modo più rilassato pochi istanti dopo.”

A questo punto non ci resta che aspettare il verdetto della FIA e sperare che le considerazioni di Ricciardo vengano prese in considerazione, ma sicuramente Vettel dovrebbe tentare di essere più calmo nelle comunicazioni radio.
In meritò alle penalità, potremmo dire che entrambe sono giuste ed entrambe sono sbagliate, visto che il regolamento va adattato alle varie situazioni. E abbiamo visto che in più di un’occasione è stato fatto.