INDY500 2019: Domenica 26 maggio Green Flag per il “Greatest Spectacle in Racing”!

Fonte: INDYCAR / Joe Skibinski

Ci siamo, mancano solamente 4 giorni alla bandiera verde della 103^ edizione del “Greatest Spectacle in Racing”, definizione perfetta che riassume tutta l’importanza della 500 Miglia di Indianapolis. Il Campione in carica dell’Indy500 è Will Power, che nel 2018 è riuscito ad entrare nella Victory Lane più famosa del mondo assaporando, dopo 10 anni di tentativi, il classico latte americano, burroso e ghiacciato, offerto al vincitore della 500 Miglia.

Una straordinaria sessione di qualifica ha fornito a noi appassionati un antipasto succulento, con prestazioni quasi mai certe e piloti riuniti in distacchi ridotti all’osso. Grande assente Fernando Alonso, qualificatosi 34° e quindi non autorizzato a partecipare all’ Indy500 del 2019 per soli 12 millesimi. Stessa sorte è capitata ai compagni di squadra Patricio O’Ward e Max Chilton, con Carlin Motorsport che partecipando con il solo Charlie Kimball ha davanti a sé una gara ostica.

Fonte: INDYCAR / Chris Owens

Pole-Sitter Simon Pagenaud, con la Francia che torna in Pole Position dopo 100 anni. L’ultima Pole francese, infatti, fu realizzata nel lontano 1919, quando il miglior giro in qualifica venne registrato da René Thomas.

Di seguito trovate la griglia di partenza della Indy500 2019.

Fonte: indycar.com

Tutte le sessioni di qualifica sono state al cardiopalma, con tante sorprese positive e negative verificatesi nel weekend scorso. Stupisce il rookie Colton Herta, entrato addirittura nella FAST NINE e capace di piazzarsi al 5° posto, al centro della seconda fila. Quasi in affanno il leader della classifica piloti Josef Newgarden, 8° alle spalle di Bourdais ma comunque davanti ad Alexander Rossi, 9°.

J.R. Hildebrand, al ritorno in IndyCar solo per l’appuntamento di Indy come nel 2018, partirà dalla 21^ piazza. Hildebrand fu protagonista sfortunato di uno degli eventi più incredibili della storia dell’Indy500: nel 2011, in testa alla corsa sino alla penultima curva dell’ultimo giro, andò ad impattare contro il muro di curva 4 venendo sorpassato dal compianto Dan Wheldon, il quale nell’anno della sua scomparsa riuscì a vincere la seconda 500 Miglia di Indianapolis in carriera.

Sorprese positive che continuano con Oriol Servià, anch’egli al ritorno in pista ad Indy. Il miglior risultato ottenuto in 12 edizioni corse ad Indianapolis risale al 2012, quando con Panther Racing terminò . Domenica il pilota spagnolo classe 1974 scatterà in 7^ fila al 19° posto.

Lontano dai primi Ryan Hunter-Reay: l’alfiere di Andretti non è andato oltre l’8^ fila ed il 22° posto. Problemi molteplici che hanno colpito anche il compagno Zach Veach, anche lui rallentato da una vettura evidentemente difficile da guidare. Situazione che per Andretti Autosport si rivela ambigua: da una parte Rossi, Marco Andretti e Conor Daly sono tutti in Top 10, dall’altra invece sono evidenti e numerose le complicazioni sia per Hunter-Reay sia per Veach.

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Fonte: INDYCAR / Joe Skibinski

Di grande valore anche la prestazione di Pippa Man: 8^ presenza ad Indy per la 35enne britannica, capace di evitare il “Bump Day” con la conquista del 33° posto. Seppur i risultati non siano confrontabili con quelli ottenuti da Danica Patrick, quella di Pippa Man si può comunque definire un’ottima carriera. Il miglior risultato ad Indianapolis risale al 2017, quando partendo dal 28° posto riuscì a concludere 17^. Dopo esser stata esclusa nel 2018 ed aver chiuso i rapporti con Dayle Coyne Racing, Pippa Man è tornata, si è data da fare con Clauson-Marshall Racing ed ha conquistato una qualificazione che sembrava un sogno.


Sogno che si è materializzato anche per Juncos Racing e Kyle Kaiser, il quale nella storia della Indy500 verrà ricordato non solo per la straordinaria run di 4 giri effettuata nel “Bump Day“, ma anche per esser stato colui che ha negato la partecipazione di Fernando Alonso alla Indy500. Un vero e proprio miracolo quello realizzato dal team Juncos: Kaiser durante le prove si è girato ed ha sbattuto contro le barriere, mettendo quasi del tutto K.O. il proprio team. Non avendo a disposizione una “backup car” l’unica soluzione possibile era prendere una Dallara DW12 in configurazione stradale, assettarla nel modo migliore possibile e far scendere in pista il pilota. Così è stato, con Kaiser che una volta preso il ritmo ha battuto Alonso di soli 12 millesimi. Certo, c’è stato un probabile aiuto da parte di Penske (così come l’aiuto è arrivato per McLaren – Carlin, sia chiaro), ma ciò che è successo nelle fasi finali del “Bump” ha lasciato appassionati e addetti ai lavori con la bocca aperta. Solo ad Indianapolis si vedono questo genere di cose, un luogo magico che ogni anno porta con sé magnifiche storie da raccontare.

Fonte: INDYCAR / Joe Skibinski

LE STATISTICHE

I piloti che detengono il maggior n° di successi sono tre: A.J. Foyt, Al Unser e Ricky Mears, tutti con 4 vittorie. Tra i piloti in corsa nell’edizione n° 103 il più vincente è Helio Castroneves, schierato dal Team Penske nel tentativo di laurearsi per la 4^ volta campione della Indy500.
Roger Penske vanta il record di vittorie nell’albo d’oro riguardante i team, con 17 successi in carriera.
Parlando di motorizzazioni tra i fornitori attuali è Honda al 1° posto, con 12 vittorie rispetto alle 10 di Chevrolet. Dato particolare è che le vetture motorizzate Honda hanno vinto ben 9 edizioni consecutive dal 2005 al 2012, alle quali vanno aggiunte quelle del 2014, del 2016 e del 2017.

COME E DOVE VEDERE LA 500 MIGLIA DI INDIANAPOLIS 2019

La gara sarà trasmessa integralmente da DAZN, con la diretta che avrà inizio alle ore 18.45 italiane. Non resta che precipitarsi in clima Indy500 ed attender con ansia e tensione quello che, visto anche il GP di Monaco, è il weekend più atteso per gli appassionati di motori.
Ladies and Gentlemen, Start your engines!

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