IndyCar 2019: Anteprima ed orari di Detroit

Fonte: indycar.com

Non c’è pausa, dopo la spettacolare Indy500 l’IndyCar Series torna subito in pista. Lo scenario è la capitale statunitense dei motori: Detroit, sede del Quartier Generale della General Motors. La pista è, ovviamente, un cittadino che si sviluppa lungo le vie di Belle Isle per un totale di 2.35 miglia (3.78 km), composte da 14 curve e caratterizzate da un asfalto ricco di sconnessioni, molto provante sia a livello fisico sia psicologico.

Il Detroit Grand Prix è l’unico evento doubleheader in stagione, perciò i piloti dovranno affrontare i 70 giri di gara sia il sabato sia la domenica. Il format delle due gare viene utilizzato dal 2013 e rende il weekend di Detroit davvero unico.

LA PISTA

Le 2.35 miglia di tracciato hanno subito delle piccole modifiche nel corso degli anni, ma il layout generale è rimasto pressoché invariato dal 1992, anno d’esordio di Belle Isle nella CART.
Il rettilineo principale è interrotto da una semi-curva a destra che si percorre in “pieno”. Le prima due curve costituiscono una veloce chicane che da destra gira a sinistra, con le sconnessioni che rendono instabili e sobbalzanti le vetture. Un rettilineo lungo circa 600 metri offre la prima chance di sorpasso, vista la forte staccata di curva 3, una 90° gradi che si affronta in 2^ marcia alla quale segue il complesso delle curve 4-5-6, tutte ad angolo retto. Uscendo da curva 6 si entra in un lunghissimo rettilineo che piega leggermente prima a destra e poi a sinistra, punto nel quale il sorpasso è assolutamente probabile. Attenzione alla curva 8 però, che vede i piloti entrare ad altissime velocità con lo sterzo leggermente inclinato verso destra. In questo punto non è difficile bloccare l’anteriore e finire nella via di fuga, o peggio, nelle gomme di protezione. Da qui inizia il punto più tortuoso della pista, con curva lente che non permettono il sorpasso vista l’unica traiettoria percorribile. Uscendo dalla “11” si intraprende un breve tratto rettilineo che porta alle vere ultime curve: curva 12 e 13 sono due pieghe a destra velocissime, nelle quali bisogna sfiorare i muri senza però esagerare sul gas (vedasi Rahal nel 2018). Il giro si conclude così a Detroit, uno dei luoghi più significativi dell’intera stagione IndyCar.

LE STATISTICHE

Nell’attuale layout il giro record appartiene a Takuma Sato, che nel 2017, firmò la Pole Position di Gara 2 in 1.13.673. Difficile che si possa battere il record, visto che le monoposto odierne hanno un carico aerodinamico inferiore rispetto alle “mostruose” 2017. Il divario, infatti, tra DW12 2017 e DW12 2018 si è rivelato superiore al secondo a favore delle prime. Vedremo se quest’anno i piloti riusciranno a diminuire il gap nel giro singolo.

Il pilota che detiene il maggior numero di vittorie è Helio Castroneves (3), che dopo l’apparizione sfortunata di Indy non verrà schierato da Penske. Tra i piloti in attività i più vincenti sono Scott Dixon, Will Power, Sébastien Bourdais e Graham Rahal, tutti a quota 2 successi.
Parlando di team il leader è il Team Penske, con ben 7 successi tra CART, Champ Car, IRL ed IndyCar.
La motorizzazione più vincente tra Honda è Chevrolet è la prima. Il costruttore Giapponese, infatti, ha all’attivo 14 vittorie. Chevy è a quota 10, dei quali 5 in condivisione con Ilmor.

Qui sotto trovate tutti i piloti presenti in pista a Detroit.

Fonte: Indycar Twitter

COME E DOVE VEDERE IL DETROIT GRAND PRIX?

Sabato 1 giugno: Gara 1, diretta esclusiva DAZN ore 21.40
Domenica 2 giugno: Gara 2, diretta esclusiva DAZN ore 21.40
Telecronaca di: Matteo Pittaccio.