IndyCar: Ingresso nel Red Bull Junior Team per Patricio O’Ward

Per Patricio O’Ward, pilota Carlin nella stagione IndyCar Series 2019, si aprono vie interessanti che sembrano allontanarlo dall’ambiente USA ed al tempo stesso avvicinarlo al motorsport europeo. “Pato“, suo iconico soprannome, ha infatti appena firmato con Red Bull per far parte dello storico Junior Team che da anni forma i più giovani talenti nel panorama del motorsport mondiale.

La firma del contratto è solo l’ultimo capitolo di una vicenda che ha visto il pilota messicano alternarsi tra più team prima dell’inizio del campionato IndyCar: Pato, prima di St.Petersburg, ha siglato inizialmente un accordo con Harding-Steinbrenner Racing come compagno di squadra di Colton Herta. Conscio di non poter effettuare un numero elevato di gare ha poi scelto di iniziare la propria avventura nella massima serie a ruote scoperte degli States con Carlin Motorsports, che quest’anno permetterà al pilota 21enne di alternarsi con Charlie Kimball correndo ben 13 gare, inclusa la Indy500. Per ora il suo miglior risultato è il 9° posto ad Austin, circuito nel quale ha esordito con Carlin. In Alabama e Long Beach, invece, Pato è giunto al 16° ed al 12° posto.

Patricio O’Ward ad Austin a bordo della DW12 di Carlin Motorsport. In occasione dell’IndyCar Classic Pato ha esordito con Carlin, ottenendo il 9° posto.



A prescindere dai risultati il giovane messicano si sta contraddistinguendo per coraggio e capacità di adattamento, sebbene di esperienza da fare ne abbia ancora tanta. Pato porta con sé un Palmarès di risultati importanti: Campione Prototipi IMSA nel 2017 ha poi conquistato l’iride in Indy Lights nel 2018, battendo proprio colui che ad inizio 2019 doveva essere il compagno di squadra, Colton Herta, anch’egli pilota dotato di un talento cristallino.

“Ringrazio Helmut Marko e tutto il team Red Bull, sono orgoglioso che abbiano visto in me del potenziale – ha affermato O’Ward – Ora l’obiettivo è concentrarsi sul resto della stagione IndyCar, il pacchetto è ottimo, così come le potenzialità. Penso sia davvero bello vivere in un ambiente in cui ci si supporta a vicenda. [Fonte: Motorsport.com]”

Un curriculum quello di Pato che, per un pilota classe 1999, non poteva essere ignorato da Red Bull, che di fatto ha acquisito uno dei giovani talenti che probabilmente costituiscono il futuro del motorsport, chissà se solo negli States oppure in altri contesti.


Ora, forse, la pressione inizia farsi sentire, è ormai cosa risaputa quanto in Red Bull la gestione piloti sia molto rigida. Vedremo quale futuro attende Patricio “Pato” O’Ward, ma nel frattempo la testa va al mese di maggio, che per i piloti IndyCar vuol dire solo e soltanto una cosa: Indianapolis.

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