La tradizione del latte alla Indy 500

Oramai di questi giorni tante cose quotidiane possono essere legate alle corse. Di esse, una delle più note può essere lo champagne che si può farlo spruzzare come i piloti sul podio di un Gran Premio. Talvolta questa usanza viene usata anche per pubblicità o semplicemente video divertenti (avete visto quello della Mercedes F1 durante le feste natalizie?). Ma non è così ovunque.

Tutti voi conoscete la 500 miglia di Indianapolis, alias Indy 500? E’ la corsa più importante della stagione Indycar, è una delle migliori nel panorama americana (pari solo alla Daytona 500). E’ sempre un’emozione vedere i piloti sfrecciare appaiati ad oltre 300 km/h (o a più di 200 miglia orari, come usanza americana), e vincerla rappresenta una pietra miliare per la carriera di un pilota.

Proprio da quella corsa però nasce una delle usanze più curiose: il vincitore della 500 miglia, dopo aver parcheggiato la sua macchina nella Victory Lane, viene premiato con una bottiglia di latte. E così, ogni anno, tra le foto più caratterizzanti della corsa ci sarà sempre il vincitore mentre beve la bottiglia di latte. Ma come è nata questa usanza? Oggi negli Stati Uniti è il National Milk Day, per cui andremo a scoprirlo.

Le sue origini risalgono al 1936, all’edizione numero 24 della Indy 500. Il vincitore di quella gara, Louis Meyer, fu immortalato mentre diventava il primo pilota a bere il latte dopo la corsa. Da allora divenne un rituale, un simbolo della 500 miglia, tant’è che ogni anno si scatena la gara tra lattifici per dare la loro bottiglia al vincitore. Tutt’oggi, ad ogni anno, vengono prodotte 33 bottiglie con i nomi di tutti i piloti della corsa e i loro sapori favoriti.

Bere il latte dopo la vittoria può essere però anche un occasione di guadagno: l’Associazione Americana dei prodotti caserai offre infatti 10.000 dollari al vincitore della gara (anche 20.000 nel caso di Montoya) anche solo per un sorso. Ma c’è anche chi ha fatto il furbo: Emerson Fittipaldi, dopo la vittoria del 1993, ha bevuto prima un succo d’aracnia per fare pubblicità ai suoi prodotti.

About the Author

Andrea Mattavelli
Nato a Gallarate (Varese), classe 1995, appassionato di corse e del motorsport dall'epoca Schumacher-Ferrari. Cresciuto con la Formula 1, ora appassionato di tutte le varie categorie dell'automobilismo (inclusa la Formula E) ;)