Lancia 037: l’auto che sconfisse l’Audi Quattro

Lancia 037Fonte: FCA Heritage

La Lancia 037 e l’Audi quattro furono le due contendenti al titolo mondiale Rally del 1983. L’Italia riuscì a battere la Germania, che era considerata super favorita grazie alla trovata tecnologica della trazione integrale sulle normali autovetture cittadine.

La trazione integrale sulle berline

Era il 1977 e in Germania si lavorava duramente alla Iltis, la vettura prodotta da Volkswagen che avrebbe sostituito la Munga. In piena Guerra Fredda, si cercava di produrre un veicolo ad alta mobilità in grado di non fermarsi praticamente mai, e questo poteva garantire un notevole vantaggio strategico e tattico in battaglia. Durante i vari test, ci si rese conto che la trazione integrale non andava meglio solo fuoristrada, ma anche su normali strade cittadine.

Notando che la motricità era superiore anche su strade asfaltate ma con scarsa aderenza, Jörg Bensinger, responsabile dei telai Audi, pensò che la trazione integrale poteva essere utilizzata anche su normali vetture per uso quotidiano. Bensinger arrivò alla conclusione che le auto con molta potenza erano afflitte dalla mancanza di trazione su superfici scivolose, repentini cambiamenti di comportamento a seguito di accelerazioni e decelerazioni in curva, scarsa maneggevolezza e notevole usura degli pneumatici. Allora, per la prima volta, la Audi decise di installare la trazione integrale su una propria vettura.

La nascita dell’Audi quattro

Audi quattro

Fonte: Google Immagini

Audi, che temeva fortemente lo spionaggio industriale, iniziò a fare i propri test di notte, in una cava vicino Ingolstadt. La vettura utilizzata era una Audi 80 equipaggiata con uno dei propulsori in gamma abbinato alla trazione integrale. Il risultato fu stupefacente: una berlina in grado di avere ottime prestazioni e un’aderenza ottima su ogni fondo.

A quel punto, i vertici della casa di Ingolstadt, capirono che avrebbero potuto dominare il campionato mondiale rally con quella vettura.
Era il 1979.

Tuttavia c’era un problema: il regolamento vietava la partecipazione al campionato mondiale alle vetture con trazione integrale.
Allora Audi si presentò al BPICA (Bureau Permanent International des Constructeurs d’Automobiles; il comitato permanente di costruttori di automobili) chiedendo di cambiare il regolamento. La furbizia tedesca fu nelle tempistiche dell’intervento: ad incontro quasi terminato, il delegato Audi chiese di rivedere la regola. Tutti acconsentirono di fretta, indossarono il cappotto e andarono a cena.

Tre anni dopo, l’Audi a trazione integrale dominava nel campionato mondiale Rally.
Allora tutti iniziarono a studiare vetture con la trazione integrale per cercare di contrastare l’Audi quattro.
Tutti, ma non proprio tutti.

Lancia 037: motore centrale e trazione posteriore

La Lancia aveva iniziato a produrre, nel 1975, la Lancia Beta Montecarlo. La Beta Montecarlo era una vettura studiata e disegnata da Pininfarina in collaborazione con il centro studi FIAT.
Nel 1979, debuttò nel mondo delle competizioni la Lancia Beta Montecarlo Turbo, una piccola vettura dal peso di 750 kg e 370 CV. Quella piccola vettura sfidò grandi auto come la Porsche 935, la Ford Capri Zakspeed e la BMW 3.5 CSL. E riuscì anche ad ottenere qualche vittoria. Con la separazione del campionato sport in Divisioni (meno di 2 litri di cilindrata e più di 2 litri di cilindrata), la Lancia Beta Montecarlo riuscì a vincere la propria Divisione ed il Campionato.

Sulla base di quel telaio, realizzato da Dallara, nacque la Lancia 037. La carrozzeria fu realizzata da Pininfarina e il motore da usare nelle competizioni passò dalle mani della Abarth. La Abarth, infatti, realizzò una variante del compressore volumetrico a lobi: il Volumex. Il Volumex era un prodigio tecnologico per quei tempi: non essendo azionato dai gas di scarico, garantiva più potenza anche ai bassi regimi ed eliminava il turbo-lag. Così, la 037 riusciva ad erogare fino a 350 CV di potenza.
Tuttavia non bastava.

La forza di Audi e la debolezza di Lancia

Audi era spinta dalla potenza di Volkswagen, era organizzata, efficiente ed aveva una notevole quantità di denaro da investire nel progetto Rally.
Il caposquadra,  Roland Gumpert era laureato in ingegneria meccanica, aveva progettato gran parte della trasmissione e degli organi di trazione e conosceva a memoria l’Audi quattro.

Lancia, invece, non aveva un ingegnere come capo squadra e nessun tecnico Abarth nel team. Era Cesare Fiorio, che era stato chiamato a capitanare un team con pochi soldi e pochi uomini.

L’altra importante sfida, era quella dei piloti.
Le tre Audi quattro erano guidate da Hannu Mikkola, Stig Blomqvist e Michèle Mounton, che già dominavano da anni.
Le Lancia, invece, erano guidate da Markku Alén e Walter Röhrl. Proprio quest’ultimo, aveva deciso che non avrebbe partecipato a tutti i Rally perchè non voleva essere campione del mondo.

Lancia 037 Audi quattro

Fonte: Google Immagini

La furbizia di Fiorio e la velocità della Lancia 037

Il mondiale Rally 1983 si aprì con il prestigioso Rally di Montecarlo.
Grazie ad alcuni stratagemmi messi in atto dal capo squadra Cesare Fiorio, la Lancia riuscì a trionfare al ‘Rally del Monte’. La strategia usata da Cesare Fiorio era quella dei pit stop: appena finito il fondo innevato, si sostituivano gli pneumatici per cercare di recuperare tempo su fondo asciutto. Il risultato fu esaltante.

Dopo l’esordio vincente, la Lancia 037 vinse anche in Corsica, Grecia, Nuova Zelanda e San Remo, dove conquistò anche il terzo posto.

Il ritorno alle corse di Lancia fu glorioso, così come la 037.
E proprio la Lancia 037 fu la prima e l’unica vettura a due ruote motrici a battere l’Audi quattro.
Dopo la 037, arrivò la Lancia Delta Integrale, ma quella è un’altra storia.

About the Author

Daniele Zindato
Nato 23 anni fa, studente di Marketing e con passione smisurata per i motori e per il motorsport.