McLaren MP4/13: la più compatta della griglia di partenza 1998

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1998. Dopo un imbarazzante periodo di tre stagioni senza aggiudicarsi un GP, la McLaren è finalmente tornata ai suoi modi vincenti dal 1997, quando David Coulthard vinse all’apertura della stagione in Australia. Coulthard e il suo compagno di squadra Mika Hakkinen avrebbero entrambi aggiunto un’altra vittoria al conteggio della McLaren, ma la squadra era ancora messa in ombra dai rivali Williams e Ferrari. Per il 1998, il team di Ron Dennis aveva un altro asso nella manica: il talentuoso designer Adrian Newey, il quale proveniente dalla Williams si unì al team di Woking.

Per la stagione ’98 il regolamento tecnico cambiò radicalmente, se non per cui le squadre dovettero iniziare a progettare le vettura partendo praticamente da un foglio bianco. Con l’obiettivo di ridurre le elevate velocità in curva, la larghezza massima è stata ridotta da 2000 mm a 1.800 mm introducendo inoltre i famosi pneumatici “scanalati”. Questi erano caratterizzati da tre scanalature  sulla anteriore e quattro sulle ruote posteriori con l’obiettivo di ridurre l’aderenza. Newey collaborò con il designer di punta Neil Oatley impiegando circa 12.000 ore-uomo di studio per  recuperare il carico aerodinamico che altrimenti sarebbe stato sacrificato dalle nuove regole.

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L’efficienza aerodinamica fu il punto in cui Newey eccelse ma dovette modificare il design del telaio esistente. Il cambiamento più ovvio fu la sospensione anteriore della nuova MP4-13, caratterizzata da molle a barra di torsione montate longitudinalmente e azionate da un’ asta di spinta. Questo a sua volta ha permesso un dimagrimento della monoscocca. Newey  lavorò con la sua magia sul resto del pacchetto aerodinamico, creando una delle auto più compatte sulla griglia. Oltre al passaggio ai pneumatici scanalati, la McLaren cambiò fornitore durante l’inverno dal partner di lunga data Goodyear a Bridgestone.

Dalla prima gara il team è stato, come ha osservato Oatley, “testa e spalle sopra tutti gli altri”, con Häkkinen e David Coulthard che corrono “come un orologio oltre che molto veloci.” La Ferrari si affrettò a protestare contro l’innovativo sistema frenante asimmetrico della McLaren, che consentiva al pilota di utilizzare i freni per sterzare. Anche se il sistema ricevette il semaforo verde durante l’inverno, in vista della seconda gara, la McLaren non protestò e disattivò il sistema.  Il vantaggio che perdettero fu praticamente minimo, poichè i due piloti McLaren terminarono nuovamente nello stesso ordine.

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La Ferrari rimbalzò con Michael Schumacher, che vinse al terzo round. La scena era pronta per una lunga battaglia tra Schumacher e Hakkinen. Dopo quattro vittorie nelle prime sei gare, Hakkinen iniziò a lottare, vincendo solo due degli otto round successivi. Ciò permise a Schumacher di recuperare la maggior parte del terreno perso. Hakkinen si rialzò con una vittoria nel penultimo round svolgendo poi una delle migliori gare nel finale di stagione a Suzuka.La sua ottava vittoria della stagione assicurò i primi titoli di piloti e costruttori per la McLaren sin dai primi anni ’90.

Il fornitore di motori, Mercedes-Benz, non si risparmiò mica e fornì alla McLaren la terza evoluzione del loro motore “FO 110”. Rispetto all’evoluzione “E” introdotta all’inizio del 1997, l’ultima specifica “G” era di quasi 20 kg più leggera, con una peso di soli 107 kg. Come prima, il V10 vantava quattro valvole per cilindro che venivano azionate da punterie e molle pneumatiche. Fu in grado di produrre un’ impressionante potenza di 760 CV a circa 16.000 giri / min che veniva trasferita alle ruote posteriori attraverso il cambio a sei marce brevettato della McLaren stessa.

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SCHEDA TECNICA

Motore
Configurazione Mercedes-Benz FO 110G 72º V10
Posizione Mid, montato longitudinalmente
Peso 107 chilo / 235,9 libbre
Costruzione blocco e testina in lega leggera
Cilindrata 2.998 cc / 182,9 cu in
valvetrain 4 valvole / cilindro, DOHC
Alimentazione  Iniezione di carburante
Lubrificazione Carter secco
Aspirazione Naturalmente aspirato
Potenza 760 CV / 567 kW a 16.000 giri / min
BHP / litro 254 CV / litro

 

Trasmissione
Carrozzeria pannelli in fibra di carbonio
Telaio fibra di carbonio / monoscocca a nido d’ape
Sospensioni anteriori doppi bracci trasversali, molle e ammortizzatori a barra di torsione azionati da asta di spinta
Sospensione posteriore doppi bracci trasversali, molle elicoidali azionate a spinta e ammortizzatori
Sterzo rocchetto cremagliera
Freni dischi in carbonio ventilati
Cambio 6 velocità semi-automatico
Trazione Trazione posteriore

 

Dimensioni
Peso 600 chili / 1.323 libbre
Lunghezza larghezza altezza 4.547 mm (179 in) / 1.800 mm (70.9 in) / 1.016 mm (40 in)
Interasse / carreggiata (fr / r) 3,060 mm (120,5 pollici) / 1,410 mm (55,5 pollici) / 1,397 mm (55 pollici)

About the Author

Luigi Gabriele Gueli
Classe 1996', studente di Ingegneria Aerospaziale che nutre sin da bambino la passione per le 4ruote e gli aerei.