Morbidelli: “Valentino ha una grande passione per le moto. Luthi? Abbiamo 2 filosofie diverse”

A 4 gare dal termine del motomondiale 2017, Franco Morbidelli si appresta a vivere le settimane più importanti della sua vita. Il 22enne italo-brasiliano di Roma, prossimo ad approdare in MotoGP con il team attuale Marc VDS, è il leader del mondiale Moto2 grazie alle sue 8 vittorie stagionali (Qatar, Argentina, Texas, Francia, Olanda, Germania, Austria ed Aragon) e ai suoi 248 punti. Nel corso di un’intervista rilasciata a Crash.net, il ‘Morbido’ ha raccontato della sua carriera, dagli inizi in Superstock 600 fino alla VR46 Riders Academy.

“E’ da mio padre che viene la mia passione per le moto” – ha spiegato il rider romano – “lui ha corso in passato e ha anche aperto una officina nella quale io sono cresciuto. Posso dire di essere un ragazzo sportivo e infatti guardo altre manifestazioni quali calcio, basket, tennis e arti marziali perchè mi piace la competizione. Ma prima di tutto sono un pilota perchè quello è il mio sogno ed è la cosa che so fare di meglio”. Poi ha parlato della scuola di Valentino: “La VR46 mi ha aiutato perchè quando ero approdato alla Superstock 600 non avevo conoscenze a livello organizzativo. Allora il Team Italia mi ha aiutato molto a crescere, poi la VR46 mi ha aperto buone strade nella Moto2.”

E proprio sul passaggio di categoria afferma: “Adattarsi ad un ambiente quando si viene da una realtà totalmente diversa non è mai facile. Bisogna lavorare soprattutto per quanto riguarda i pneumatici, il modo di lavorare e lo stile di guida. Non è impossibile, piloti come Colin Edwards, Nicky Hayden e Cal Crutchlow ci sono riusciti, ma è molto impegnativo e lì devi soprattutto cambiare il tuo approccio. Perchè altrimenti non si va lontano. Per esempio anche io devo ancora imparare tante cose.”

Inevitabilmente il nome di Valentino Rossi è finito sul banco degli argomenti trattati. Franco gareggierà insieme a lui nella stessa classe per il 2018, ma la strada è stata tutt’altro che facile. “Vale e mio padre si conoscevano.” – spiega il rider italo-brasiliano – “Vengo da Roma, lì si sa che la passione per le moto non è forte come in Emilia Romagna o nelle Marche, non c’erano squadre preparate. Quando avevo 10 anni ci siamo trasferiti in Riviera perchè mio padre sapeva che quello era il luogo migliore per un pilota e infatti si è rimesso in contatto con le persone che ha conosciuto mentre correva. Valentino ha una grande passione per questo sport, lo ha dimostrato dopo il suo recente infortunio, allenarsi con lui è bello.”

Infine, per tornare sul presente, gli è stato ricordato che non è il solo a giocarsi il titolo in Moto2. Seppur abbia all’appello una sola vittoria a Brno, il suo rivale (e futuro compagno di squadra in MotoGP) Tom Luthi lo insegue a soli 21 punti di distacco. “All’inizio mi aspettavo che anche piloti come Marquez, Oliveira e Baldassarri lottassero per il titolo.” – ha affermato il ‘Morbido’ – “Ma alla fine siamo rimasti solo io e Luthi. Abbiamo 2 filosofie diverse e un approccio diverso, ma siamo comunque davanti e sono felice di lottare con lui in questa stagione.” E sulla caduta a Misano: “Si può solo arrabbiarsi con sè stessi, ma alla fine sono tornato a casa e ho rivisto la gara, mangiando del cioccolato insieme alla mia fidanzata. Come un ragazzo normale.