Romano Fenati: “Ancora tutto da scoprire in Moto2. 2017? Nessun rimpianto”

Romano Fenati è pronto a spiccare il volo. Dopo 6 stagioni nella Moto3, il pilota ascolano (22 anni il 15 gennaio) salirà nel 2018 nella classe intermedia del motomondiale, la Moto2. Dopo varie stagioni in chiaroscuro prima nel Team Italia e poi con lo Sky VR46, egli sembrava finire nel dimenticatoio alla fine del 2016. Ma il team Marinelli ha creduto in Romano e lui, grazie anche alla competività della Honda, ha fatto una stagione sorprendente, finita al 2° posto, dietro solo al dominatore Joan Mir. Romano Fenati ha concesso un’intervista a corsedimoto.com, ecco le sue parole:

La stagione 2017 si è chiusa con un secondo posto. Qualche rimpianto?
Assolutamente no, nessun rimpianto! È stata una stagione bellissima e intensa. Mi sono e ci siamo presi tante soddisfazioni e anche nei momenti di difficoltà siamo sempre stati bravi a risolvere e ad uscirne a testa alta. Per questo non ho nessun rimpianto perché ho sempre dato il massimo e anche gli errori sono serviti a farmi crescere.

Inizia la nuova avventura in Moto2. Cosa ricorderai delle sei stagioni passate e cosa vuoi dimenticare?
Sì, è iniziata una nuova avventura e sinceramente è un grande stimolo e una bella crescita, professionale e personale, per me ma anche per la mia squadra. Dei 6 anni passati ricorderò tutto, sia i momenti positivi che le cose brutte perché tutto serve.

Chi è stata la persona che ti ha insegnato e dato di più fino a questo momento?
Direi che i Cecchini, Mirko e Giancarlo, per me sono stati fondamentali ma in generale tutto il team Snipers mi è stato di grande aiuto.

Le impressioni dopo i primi test di Jerez e Valencia?
Le prime impressioni sono sicuramente positive ma la Moto2 è ancora tutta da scoprire. Abbiamo tanto lavoro da portare avanti e non vediamo l’ora di iniziare.

È prematuro dire che Romano Fenati lotterà da subito per il titolo iridato? Servirà un periodo di adattamento?
Sì, è assolutamente prematuro. Servirà un po’ di tempo per trovare la quadra. Ricordiamoci che è tutto nuovo per me ma anche per la mia squadra.

Ti senti un po’ il maestro di Tony Arbolino? Qual è stato il tuo primo consiglio?
Con Tony mi trovo benissimo, sono stato il primo a volerlo fortemente in squadra! Non mi sento il suo maestro, ho ancora molte cose da imparare, non posso insegnare ma sicuramente posso e voglio passargli un po’ della mia esperienza.

Il tuo sogno nel cassetto?
Già potete immaginarlo, ma non lo dico!

C’è un team con cui preferiresti esordire un giorno in MotoGP?
La MotoGP rappresenta l’eccellenza e non si può disdegnare alcun team. Tutti i team vanno bene ma se fosse italiano… sarebbe fantastico!

Quanto ti manca la vita del paddock durante la pausa invernale?
Sinceramente il paddock non mi manca, mi sto riposando e allenando allo stesso tempo. Ma l’adrenalina del weekend di gara, quella sì che mi manca!

Fonte: corsedimoto.com