Romano Fenati: “Non mi sono mai ispirato a Rossi. Mir in Moto2? E’ lui che ritrova me”

E’ passato tanto tempo da quel 2012. Ma alla fine, abbiamo visto Romano Fenati fare il salto dalla Moto3 alla Moto2. Dopo 6 stagioni nella entry class, in cui l’ultima dove è diventato vice campione, il rider ascolano sta già cominciando i preparativi per il nuovo anno con il team Marinelli, ossia l’artefice del suo rilancio dopo la rottura con la VR46 e lo Sky Team. All’indomani dei primi test a Jerez, Romano Fenati si racconta alla Gazzetta dello Sport, in un’intervista di cui il portale corsedimoto ne ha estratto qualche spezzone.

“Potevo vincere il mondiale, ma ho fatto comunque un anno al di sopra delle aspettative.” – commenta Fenati“Un anno fa non sapevo neanche se avrei corso. All’inizio ho fatto un po di fatica, team nuovo, io e Mirko Cecchini (capotecnico) non ci conoscevamo… eravamo in ritardo? Veloce in inverno per rivincita? No, era semplicemente quello che sapevo fare. Si sapeva già che Mir era un avversario tosto. Ed è stato anche fortunato in alcune gare, come a Misano, dove nonostante due brutte imbarcate si è salvato. Ma per essere campioni ci vuole anche la buona sorte.”

Il bilancio dei suoi 6 anni in Moto3 viene riassunto così: “Politicamente ho imparato molto. Però ho perso tempo”. Tornando al suo debutto in Qatar 2012, dove ha chiuso 2° guadagnandosi la fama al tempo di ‘erede di Vale’ o ‘Talentino’, Fenati risponde: “Non mi sono mai ispirato a lui, ne copiato. Certo, bisogna lavarsi la bocca non col sapone ma con l’acido prima di parlare di Valentino per quello che ha fatto. Tanto di cappello per lui, ma credo che Marc Marquez un giorno lo supererà.”

Tuttavia dopo quell’anno di debutto molto promettente (1 vittoria, 4 podi e 136 punti per il 6° posto nel mondiale), il 21enne di Ascoli Piceno non riesce più a rispettare le attese. “Sarebbe stato meglio fare una crescita più lenta.” – ammette Fenati“Dal positivo siamo passati subito al negativo. E anche l’anno dopo siamo rimasti in ombra. La verità e che qui non ci si inventa niente. Dipende anche da chi ci circonda. Ora ho creato la mia squadra e so cosa mi fa stare bene e cosa no. Ora io faccio gli interessi del team e il team fa i miei. Si chiama esperienza, ci si sbatte il muso. Inutile fare il cretino.”

Poi l’argomento passa sulla nuova sfida della Moto2 che Romano Fenati e il team Marinelli stanno per affrontare. “Avevo provato per 2-3 ore l’anno scorso, ma poi sono stato licenziato.” – commenta il rider ridendo – “Non mi aspetto comunque grosse difficoltà. Ritrovo Joan Mir? No, è lui che ritrova me. La storia è diversa”. Alla fine, sulla questione se la MotoGP resta l’obiettivo egli risponde: “Si, ma non mi do un tempo. Prima devo vedere i risultati.”