Carlo Pernat a 360º sulla MotoGP del 2018

Chiuso ufficialmente il mondiale 2017, la MotoGP guarda con grande curiosità alla prossima stagione. Tra una Yamaha in cerca di riscatto, una Ducati in cerca di conferme e una Honda che con Marc Marquez difenderà nuovamente la corona, la stagione 2018 della MotoGP promette di essere ancora più emozionante. Nell’attesa, Carlo Pernat, in un’intervista su InSella.it ci da le sue impressioni per la stagione appena conclusa e le sue previsioni per l’anno che verrà.

Parlando di case motociclistiche questo 2017 ha avuto 2 sorprese, una in positivo e una in negativo – afferma l’ex-manager – Quella in positivo è stata la Ducati, cui do 10. La casa di Borgo Panigale ha fatto un salto di qualità sia per quanto riguarda la loro moto che per Andrea Dovizioso. Quest’ultimo ha fatto un grande salto in avanti psicologicamente, riuscendo a battere Marquez alla ‘sua maniera’ 2 volte. Finalmente è arrivato ai massimi livelli e nel 2018 potrebbe andare ancora forte se non di più. Il problema è che arriverà anche Jorge Lorenzo. Credo che il suo ingaggio sia stato più un investimento tecnico, visto che lui si è occupato dell’aerodinamica della moto. A Dovi invece è toccato sviluppare il motore.”

Sulla sorpresa in negativo, invece, Carlo Pernat indica la Yamaha. “È caduta in una confusione totale che non ci si aspettava, dato che erano la moto di riferimento. Ciò ha finito per permettere a Zarco di fare un grande campionato con la moto dello scorso anno. Lascia un po’, perplessi, considerato che di mezzo c’è anche Valentino Rossi. Aveva avvisato agli inizi che la moto non era a posto, ma Vinales vinse allora dei Gran Premi. Così, dopo il primo sviluppo, tutto si è fermato. Penso che secondo me la moto viene fatta più dagli ingegneri che sai piloti, quindi quest’anno alla Yamaha gli do 3.”

Poi tocca l’argomento Lorenzo e su quello che è successo a Valencia: “Ritengo che non si debba mai esporre messaggi del genere ad un cinque volte campione del mondo. Non lascierà mai passare il compagno di squadra, come del resto Marquez e Rossi. Queste sono cose da fare privatamente nei box, non in pista. Jorge causa della confusione Yamaha? Bisogna essere dentro per dirlo. Probabilmente a livello di messa a punto è più forte di Vinales, data anche l’esperienza in più.”

Sul campione del mondo Marc Marquez invece, Carlo Pernat si esprime così: “È pazzesco, è l’unico pilota che non cade anche quando è caduto! Aldilà del fatto che sia un fenomeno, penso possa superare il numero dei mondiali vinti di Valentino Rossi. Ho l’impressione che lui riesce sempre a tirare fuori qualcosa a livello tecnico dalla moto anche quando tutto sembra perduto. Poi questo rimane un mio pensiero. Ma quest’anno Marquez ha conquistato un mondiale difficilissimo, patendo moltissimo questo Dovizioso. D’altro canto la Honda sta diventando sempre più spagnola (probabile l’arrivo di Albert Puig al posto di Livio Suppo), proprio per cercare di non farselo scappare (voci che nel 2019 vogliono il #93 in KTM).”

Sul 2018, Carlo Pernat indica quali saranno i favoriti e chi le possibili sorprese: “La Honda in questo momento è l’unica casa che ha cominciato a girare con un prototipo 2018. La Yamaha invece è rimasta in confusione. Ducati si sta sviluppando sull’aerodinamica e sul nuovo telaio, la Suzuki ha nuovi motori (grazie alle concessioni Open) e la KTM è un’azienda che lavora molto bene. L’Aprilia ha fatto un salto in avanti, ma ha bisogno di budget. Per le sorprese, Zarco lo trovo un pilota sottovalutato, Morbidelli invece è un punto interrogativo, così come per tutti coloro che sono saliti dalla Moto2. Per me il pilota da tenere d’occhio sarà Jack Miller.”

Ultimo, ma non ultimo, il ‘rebus’ di Valentino Rossi e il contratto con Yamaha: “Che io sappia ha già un pre-contratto per il 2019, firmato sotto pressione della Yamaha e della Dorna. Non credo se ne andrà mai via dalla Yamaha, anche perché quando in futuro avrà un suo team in MotoGP, avrà proprio una loro moto. Correrà finché ne avrà voglia, o almeno finché si renderà conto di non essere più competitivo. È intelligente, non ci sta a perdere e a fare brutta figura.”