Ducati contro la DORNA per la modifica dei test

Alla vigilia del Gran Premio di Phillip Island, la Grand Prix Commission ha scelto di apportare alcune modifiche all’articolo del regolamento che parla dei test privati.
Proprio durante la stagione in corso, si è discusso parecchio in merito alla possibilità dei team di effettuare dei test privati su tracciati che dopo qualche giorno vedevano disputarsi le gare del motomondiale.

Questa possibilità infatti, ha fatto in modo che alcuni team si accusassero a vicenda di trarre vantaggi da questi test e di arrivare alla gara molto più preparati di altri.

Il nuovo articolo prevede infatti che solo tre giornate di test potranno essere effettuate su tracciati su cui ancora si deve correre. Inoltre, non si potrà provare su una pista dove ancora di deve gareggiare nelle due settimane che precedono il Gran Premio.

Questa decisione ha fatto infuriare parecchio la Ducati, che si è espressa tramite Gigi Dall’Igna: “Siamo irritati, per non dire peggio! Anche questa regola evidentemente è stata fatta contro Ducati. Non sarebbe stato sbagliato ragionarci sopra in ottica 2019, con questa tempistica è poco ragionevole. Il regolamento è stato cambiato a un mese dall’inizio della nuova stagione, dopo una discussione breve. Avevamo già pianificato i test, la gestione delle moto e prenotato le piste. Petrucci doveva debuttare sulla moto 2018 a Jerez a fine novembre con Pirro, dopo che Dovizioso e Lorenzo lo faranno a Valencia, invece toccherà ancora a loro e chissà se Danilo potrà farlo.”

Anche Paolo Ciabatti, responsabile del progetto MotoGP per Ducati, si è detto contento del test team della casa di Borgo Panigale e si è anche detto contrariato rispetto a questa modifica al regolamento: “Ci accusano di avere un vantaggio nel preparare le gare, mentre i test dovrebbero servire per lo sviluppo, ma nel regolamento non c’è questa precisazione. Nessuna Casa ha un test team del nostro livello, con collaudatori come Pirro e Stoner, avere lavorato meglio degli altri sembra quasi una colpa. Hanno pure provato a portarci via Michele, gli abbiamo esteso il contratto al 2020.”