MotoGP – ecco la Honda 2019 del “Dream Team” Repsol

25 anni di vittorie e di storia in MotoGP e un solo obiettivo: continuare su questa strada peril 2019. Il Repsol Honda Team ha presentato a Madrid il suo Dream Team per il 2019 e la sua nuova moto. La RC213V che sarà guidata da Marc Marquez e Jorge Lorenzo punta a confermare i titoli della casa giapponese conquistati negli ultimi due anni nel motomondiale.

E per farlo, ha chiamato anche Mick Doohan e Alex Criville per una corsa storica (e immaginaria) tra i quattro campioni del mondo, di cui tre proprio con il marchio Repsol che da 25 anni compare in MotoGP con la HRC. Guardando in dettaglio le moto, si vede già dai primi sguardi che le novità sono pochissime sia a livello di livrea che di meccaniche.

Se i colori sono gli stessi da ormai 5 anni, le novità si contano sulle dite di una mano. Come il nuovo serbatoio e la postazione di guida create su misura per Jorge (infatti per Marc sono rimasti identici) e la nuova presa d’aria, allargata rispetto agli anni scorsi. D’altra parte, le ali della Honda rimangono le stesse anche per via delle nuove limitazioni, mentre sarà curioso vedere la nuova moto all’opera con le nuove regole sull’elettronica.

Il primo a parlare è proprio il campione in carica Marc Marquez: “E’ un privilegio far parte della famiglia Repsol Honda. Nel 2012 rifiutai una proposta per correre in MotoGP con un altro team, perchè volevo restare con Honda per vincere il titolo in Moto2. Il rapporto con questa squadra mi fa sentire molto integrato, è il team dei sogni e non ho mai pensato di cambiare scuderia. Io e Lorenzo un Dream Team? Essere in questa squadra vuol dire lottare per i podi, altrimenti è fallimento. Se saremo veramente un Dream Team lo sapremo solo a fine anno.”

Poi è il turno di Jorge Lorenzo, fasciato alla mano sinistra dopo l’infortunio in allenamento: “E’ un grande onore per me far parte di questo team. La Repsol Honda è di un altro livello rispetto alle altre squadre, l’ho capito subito a Valencia. E’ il sogno di qualsiasi pilota far parte di questo team. Il mio infortunio? Non mi aspettavo di farmi male ora, ma cercheremo di affrontare positivamente questo problema e arrivare pronti per il Qatar. La moto perfetta non esiste, ma questa mi piace, è molto agile e la squadra mi ha trattato al meglio. Pedrosa? Tutti noi non eravamo contenti per il suo addio alle corse, ma per me era un’occassione troppo ghiotta per non afferrarla.”

About the Author

Andrea Mattavelli
Nato a Gallarate (Varese), classe 1995, appassionato di corse e del motorsport dall'epoca Schumacher-Ferrari. Cresciuto con la Formula 1, ora appassionato di tutte le varie categorie dell'automobilismo (inclusa la Formula E) ;)